Controguerra non dista molto dalle zone colpite dal terremoto, ma la manifestazione ha avuto svolgimento regolare. Solo una piccola variazione di percorso, quasi 600 metri in più rispetto ai canonici 15 km, per evitare di transitare all’interno di centri storici danneggiati dagli ultimi eventi.
Lo sport anche come forma di rinascita, perché mai bisogna smettere di crederci, una considerazione che hanno fatto anche i numerosi atleti marchigiani, umbri e laziali presenti a Controguerra. In realtà, dei quasi 4000 partecipanti (complessivi, tra la corsa competitiva e la non competitiva) molti sono giunti da fuori Abruzzo, a testimoniare anche la valenza turistica della “Corsa di San Martino”.
LE DICHIARAZIONI. Il vincitore Said Douirmi: “Sto preparando la maratona di Reggio Emilia, sono carico di lavoro. Oggi temevo soprattutto la velocità nel finale di Kabbouri, sono riuscito a distanziarlo prima del rettilineo finale e va bene così. Voglio salutare tutto il pubblico di Controguerra, che mi ha incitato tanto, è stata una bella gara”. La vincitrice, Meryem Lamachi: “Avevo vinto qui nel 2010, tornare dopo 6 anni è sempre un’emozione. In questi anni, sono diventata mamma e sono felice, comunque voglio fare ancora tanto nella corsa, ad esempio vincere una maratona. Invio un forte abbraccio a tutte le persone colpite dal terremoto, lo sport non deve dimenticare”. Il sindaco di Controguerra, Franco Carletta: “Non nego che la situazione legata al sisma ci ha messo in apprensione, per fortuna qui c’erano le condizioni per far disputare la gara e non ci siamo tirati indietro. Questa è una corsa diversa dalle altre, non dimentichiamo mai che Controguerra ha appena 2500 abitanti e che in questi giorni sono giunti nelle nostre zone almeno il doppio delle persone tra podisti e accompagnatori. Un applauso lo faccio agli organizzatori, perché ogni anno riescono a fare i miracoli”.
[mom_video type=”youtube” id=”3AgFPkZFv1s”]