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Teramo-Samb 4-3: altalena di emozioni, alla fine gioisce il Diavolo

Al termine di una partita incredibile, il Teramo ha la meglio per 4-3 su una Sambenedettese indomita. I tre punti permettono di tenere a debita distanza il Rimini (che ha battuto per 3-2 il Venafro) e spedisce i rossoblù marchigiani a -15, praticamente fuori da ogni discorso per la promozione diretta nel calcio professionistico.

Ma la truppa di patron Spina, nonostante la sconfitta, esce dal Comunale a testa altissima, dopo aver dato battaglia per 94 minuti e rischiato nel recupero di agguantare un clamoroso pareggio. Prima della gara, il Teramo schiera l’undici ampiamente annunciato: Scartozzi è fuori per uno stiramento all’adduttore, mentre Arcamone finalmente ritrova la panchina dopo un mese di assenza per un fastidio al flessore. Sulla sponda rossoblù, mister Boccolini deve rinunciare all’affaticato De Rosa (in panchina insieme all’altro ex Zazzetta) e schiera un 4-2-3-1 che fa della fantasia e dell’imprevedibilità il suo marchio di fabbrica: D’Angelo a destra, Di Vicino centralmente e Caligiuri a sinistra inventano per l’ex Campobasso Covelli. L’atteggiamento tattico della Sambenedettese crea subito delle difficoltà ai biancorossi: i marchigiani, ben orchestrati a metà campo da Salvagno, giocano molto bene palla a terra e, grazie ad un pressing molto alto, provano ad aggredire subito la truppa di Cifaldi. La mossa porta subito i suoi frutti, visto che al primo vero affondo gli ospiti passano. Covelli e Di Vicino dialogano al limite dell’area: il passaggio di ritorno del fantasista mette il numero nove ospite solo davanti a Farò. Tocco sotto sul portiere in uscita e palla all’angolo opposto, per l’esplosione dei 900 tifosi marchigiani al seguito (12’). Il gol subìto dà una scossa ai biancorossi, che riescono immediamente a trovare la rete del pari: Gambino di testa suggerisce per Orta, che si invola in contropiede verso Bortone. L’attaccante riesce a dribblare l’estremo ospite, ma si defila troppo per cercare la conclusione: passaggio di ritorno per lo stesso Gambino che controlla di petto e deposita in rete a porta praticamente vuota (15’). Passano appena tre minuti, ed il Teramo, sulle ali dell’entusiasmo, riesce a ribaltare il punteggio: Borrelli, sulla sinistra, ubriaca di finte il diretto avversario e pennella al centro un pallone stupendo per la testa di Orta il quale, da due passi, incrocia la palla all’angolino sinistro della porta di Bortone (19’). La rete del vantaggio placa la furia del Teramo, e la partita diviene via via sempre più tattica: le uniche fiammate le crea il solito, incontenibile, Borrelli. L’esterno di Guglionesi, al termine dell’ennesimo show personale, trova la conclusione in spaccata di Costa Ferreira: Mengo sulla linea evita la terza capitolazione ai suoi (29’). Dieci minuti dopo, però, arriva l’episodio che cambia la gara. A gioco fermo, prima della battuta di un corner, Covelli, fino a quel momento migliore dei suoi, macchia la propria prestazione rifilando a gioco fermo un pugno a Gattari: su segnalazione del signor Prenna di Molfetta, l’arbitro estrae giustamente il rosso diretto nei confronti dell’attaccante. La Samb, ridotta in dieci, proprio sul finale protesta per un calcio di rigore per un contatto tra D’Eustacchio e D’Angelo: l’ostruzione del difensore teramano è netta, ma l’arbitro non ravvisa gli estremi né del calcio di rigore, né di una punizione indiretta in area. Si va, così, negli spogliatoi, col punteggio di 2-1: l’avvio di seconda frazione per i rossoblù, però, è da brividi. Nel giro di due minuti, infatti, i rossoblù vanno al tappeto, “matati” nuovamente da Gambino ed Orta. Sul cross di D’Eustacchio dalla destra, Gambino è imperioso nell’anticipare Mengo ed incrociare la conclusione di testa: palla all’angolo destro di Bortone, che sfiora ma non riesce ad evitare il terzo gol (49’). Passano due minuti, e l’estremo ospite deve nuovamente raccogliere la sfera in fondo al sacco: su una punizione dalla destra, l’uscita del portiere rossoblù è pessima. Orta si ricorda di essere SuperMario e, da distanza ravvicinata, non ha difficoltà a siglare la sua prima doppietta in Serie D (51’). Partita chiusa? Nemmeno a dirlo, perché l’ottimo Di Rito al 53’ sfrutta una serie di rimpalli favorevoli per presentarsi solo davanti a Farò, e castigarlo con un rasoterra alla propria destra. La Samb ci crede, il Teramo accusa la fatica ed arretra troppo: i biancorossi commettono l’errore di non addormentare la partita, andando ancora alla ricerca del gol, sfiorato da Gambino in girata (risposta di Bortone con i piedi, al 76’). I rossoblù attaccano, sfiorando il gol del 4-3 su una clamorosa disattenzione di Farò, con il portiere teramano che viene salvato dal palo, dopo un errore in disimpegno degno di “Mai dire Gol”: la rete, però, è nell’aria ed arriva puntuale tre minuti dopo. Il neo acquisto Di Rito firma la sua personale doppietta all’esordio sfruttando una bella combinazione in area con Di Vicino: il diagonale della punta ex Gaeta si insacca, riaprendo una partita che sembrava in ghiaccio. I rossoblù, che chiudono in 9 per l’espulsione di Moscarino (frasi irriguardose al guardalinee), sfiorano il pari in un finale da batticuore: sugli sviluppi dell’ottavo corner per i rossoblù, il pallone giunge a Mengo che, da posizione defilata, incrocia la conclusione. La palla fa la barba al palo destro di Farò ed esce fuori, per il sollievo dei tifosi teramani (all’86’). Gli ultimi assalti marchigiani si spengono su un fuorigioco (inesistente) fischiato a Di Rito, con la punta lanciata verso il portiere teramano: termina, così, 4-3 una partita degna di ben altra categoria. Una vittoria importantissima per i biancorossi: la truppa di patron Spina, nonostante il -15, esce tra gli applausi del proprio pubblico, anche alla luce della grande prova di cuore offerta quest’oggi. Negli spogliatoi, mister Cifaldi non appare del tutto contento dalla prestazione dei suoi: “Abbiamo giocato alla grande per 60 minuti, poi ci siamo rilassati troppo, subendo il ritorno di una grande Samb. Dovevamo gestire meglio la partita, invece anche sul 4-1 abbiamo giocato senza gestire il possesso di palla: in settimana dovrò riflettere con la squadra per gli errori commessi oggi”. Mister Boccolini appare amareggiato in sala stampa: “Abbiamo pagato i gravi errori commessi in difesa: non si possono regalare quattro gol ad una squadra come il Teramo. Nonostante la grande partita giocata, non siamo riusciti a recuperare”.

TERAMO-SAMBENEDETTESE 4-3

MARCATORI: 12’Covelli (S), 15’Gambino (T), 19’Orta (T), 49’Gambino (T), 51’Orta (T), 53’Di Rito (S), 83’Di Rito (S)

TERAMO: Farò, D’Eustacchio, Russo, Lorusso, Ianni (54‘Gabrieli), Gattari, Costa Ferreira (58‘Di Paolo), Cerchia, Orta (78‘Arcamone), Borrelli, Gambino. A disp: Savietto, Lenart, Curri, Raimondo. All: Cifaldi

SAMBENEDETTESE: Bortone, Ogliari (36‘Pulcini), Moscarino, Salvagno, Di Gioacchino, Mengo, D’Angelo, Rulli, Covelli, Di Vicino, Caligiuri (46‘Di Rito). A disp: Chessari, Zero, Cuccù, De Rosa, Zazzetta. All: Boccolini

ARBITRO: Stefano Giovani di Grosseto (Prenna di Molfetta/Stasi di Barletta)

NOTE: Angoli 8-2 per la Samb. Ammonito D’Eustacchio nel Teramo, Salvagno nella Samb. Espulsi Covelli al 39’ per gioco violento e Moscarino all’89’ per frasi irriguardose verso il guardalinee. Rec. 3’+4’. Spettatori oltre 3500, di cui 900 provenienti da San Benedetto del Tronto.

Francesco Graduato