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Il Pescara è troppo poco: al Brescia l’anticipo dell’Immacolata

Brescia (4-2-3-1): Minelli, Coly, Lancini, Ant. Caracciolo, Camilleri, Martinelli, Mazzitelli, Morosini (85’ Abate), Embalo 79’ Marsura), Kupisz, Geijo (67’ Andrea Caracciolo). In panchina: Arcari, Venuti, H’Maidat, Camilli, Dall’Oglio, Castellini. Allenatore: Roberto Boscaglia.

Pescara (4-3-1-2): Aresti, Crescenzi, Zuparic, Fornasier (82’ Zampano), Fiamozzi, Mandragora (67’ Forte), Verre (46’ Sansovini), Benali, Memushaj, Caprari, Lapadula. In panchina: Aldegani, Bunozza, Bruno, Cocco, Selasi, Valoti. Allenatore: Massimo Oddo.

Reti: 32’ Geijo, 34’ Mazzitelli,

Arbitro: Aleandro Di Paolo di Avezzano (Calò-Soricaro)

Ammoniti: Mandragora, Fornasier,

La partita della maturità: è il desiderio di Oddo, che sale al Rigamonti nell’anticipo dell’Immacolata per affrontare il Brescia, squadra diretta inseguitrice, dopo il pareggio beffardo incassato dallo Spezia. Il tecnico pescarese stavolta non contempla ingenuità né errori, seppur giustificabili: fuori, dunque, Fiorillo, ancora intrappolato nella fastidiosa maschera protettiva al viso, gioca Aresti tra i pali, Fiamozzi al posto di Zampano, il resto è l’ormai Delfino-tipo. Boscaglia, invece, tiene ancora in panca l’airone Caracciolo e schiera Geijo davanti a Morosini, Embalo e Kupis.

L’ordine di Oddo è sempre il solito: avanti fin dall’inizio, così al 4’ un ottimo scambio in area con Caprari porta Lapadula al sinistro al volo che esce a fil di palo, deviata da Caracciolo che si frappone tra il sinistro del capocannoniere e la rete precoce. Lampo iniziale, ma è il Brescia a tuonare più forte: all 11’ Kupisz innesca il contropiede, Morosini cavalca centralmente seminando mezzo Pescara, poi cicca il destro incrociandolo troppo: palla sul fondo, ma il ritmo si alza e sono i padroni di casa a prendere costantemente piede nella prima mezzora con uno scatenato Embalo. Ed è infatti lui, al 32’, a spiazzare la difesa abruzzese con uno scatto che brucia Fiamozzi all’ingresso dell’area, da lì il suggerimento al centro per Geijo che, a sua volta, sguscia tra Zuparic e Fornasier e poi conclude in rete con un destro secco sotto la traversa. 1-0. Completamente storditi gli uomini di Oddo dalle finte dell’esterno della Guinea-Bissau, che dopo 2 minuti fa nuovamente vedere le stelle a Fiamozzi sulla fascia sinistra, tutta la retroguardia pescarese indietreggia per anticiparne il cross e invece Embalo la scarica sul dischetto per il destro violento di Mazzitelli che, in corsa, segna il rapido 2-0. La reazione abruzzese arriva solo alla fine della frazione, con Lapadula pescato dalla verticalizzazione di Memushaj al 43’: buona la posizione, ottimo lo stacco millimetrico dalla linea difensiva, ma l’inzuccata dell’attaccante termina nuovamente di poco lontano dal palo. Troppo tardi e troppo poco.

Per far di più, Oddo chiama in causa l’esperienza e la concretezza di Sansovini, che rileva Verre nell’intervallo, per un tridente da tutto o niente. Ma le maggiori pene arrivano dal reparto mediano, spaccato in due al 2’st dal lancio di Geijo per Morosini, che cavalca ancora nella prateria centrale fino ad arrivare al tiro dal dischetto, rintuzzato in qualche modo da Zuparic. Tentativo che si ripete dopo pochi secondi, nuovamente respinto ma è subito evidente che è un Pescara sbilanciato verso il recupero del risultato. Almeno nelle intenzioni, perché ogni tentativo a ridosso dell’area bresciana è vano, mentre Embalo trova ancor più spazio per esaltarsi sulla fascia mancina, mandando Martinelli al tiro al 17’st: ma la scorza dei difensori è ormai forgiata per respingere le raffiche. Quasi fosse una tattica, perché dal 18’st in poi il Delfino torna pericoloso: comincia con un tocco smarcante di Sansovini per Lapadula sul limite dell’area piccola, l’ex Teramo vede l’uscita disperata del portiere Minelli e lo supera con un campanile di prima intenzione, ma arriva Caracciolo a salvare la porta rimasta sguarnita e, poi, a contenere il bomber. Fa tutto da solo, due minuti dopo, il portiere delle rondinelle, quando salva con i piedi sulla linea il colpo di testa mandato alla base del palo da Mandragora, che svetta più alto di tutti su calcio d’angolo. Mister Boscaglia fiuta il pericolo e prova a chiudere i giochi inserendo Andrea Caracciolo per l’ormai stanco Geijo, Oddo risponde con il carico e mette Forte per Mandragora, giocando con 4 attaccanti per gli ultimi 20 minuti di fuoco. E la fiamma si accende subito: al 27’ st Fiamozzi spinge fino al traversone radente dal fondo a destra, Minelli deve distenersi per anticipare la deviazione a centro area, il Bresca prova a ripartire ma il pressing pescarese ruba palla a Minelli, la sfera finisce a Caprari che cerca la botta dalla distanza sorprendendo il portiere lombardo ma la traiettoria manca di poco lo specchio. Il forcing adriatico è costante e corale, anche bello a tratti con una serie di tocchi eleganti tra Sansovini e Memushaj, ma non incide. Il Brescia, di contro, si scompone poco e aspetta solo le occasioni meno rischiose: come la punizione al 35’st, battuta a campanile dalla trequarti per la torre di Caracciolo che serve all’indietro l’accorrente Martinelli, difesa ospite spiazzata sulla conclusione al volo e Aresti deve salvarsi con gli scarpini per tenere ancora vive le speranze. Vane, però, il Brescia amministra gli ultimi 10 e i 4 minuti di recupero, e arriva al triplice fischio con una vittoria più che tranquilla.

Meritata la sconfitta del Pescara, che esce dal campo avendo fatto un solo tiro in porta: davvero troppo poco per raccogliere qualcosa. Il Delfino non ha potuto nemmeno sperare nel solito jolly di Lapadula, isolato e poco valorizzato dall’attacco in sovrannumero tentato da Oddo, che è uscito dal campo a testa bassa e muso lungo. A pesare ulteriormente c’è anche il sorpasso diretto: il Brescia sale a 27 e lascia gli abruzzesi a 25. Ponte dell’Immacolata infelice per i tifosi biancazzurri, ma da qui a Natale potrebbe, con  l’ostico Entella e il nervoso derby a Lanciano da affrontare.