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Il Pescara sfiora l’impresa a Bologna: sfuma la promozione in Serie A

Bologna (4-3-1-2): Da Costa; Mbaye, Oikonomou, Maietta, Morleo; Casarini, Matuzalem, Krsticic (49’ Buchel); Laribi; Acquafresca (62’ Cacia), Sansone (66’ Ceccarelli). In panchina: Coppola, Ferrari, Masina, Ceccarelli, Bessa, Mancosu, Improta Allenatore: Delio Rossi.

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Pucino, Salamon, Fornasier, Zampano; Torreira (79’ Lazzari), Memushaj, Brugman; Politano (46’ Sansovini), Melchiorri, Caprari (46’ Pasquato). In panchina: Aldegani, Zuparic, Abecasis, Pettinari, Selasi, Paolucci. Allenatore: Massimo Oddo.

Reti: 36’ Sansone, 55’ Pasquato

Arbitro: Michael Fabbri di Ravenna (Lo Cicero-Alassio)

Espulso: Mbaye

Ammoniti: Mbaye, Torreira, Melchiorri, Acquafresca, Salamon, Lazzari.

La resa dei conti, la prima partita della vita per Oddo allenatore, Mister Finali all’ennesima prova della verità e del cuore: il tecnico biancazzurro, pescarese di nascita, pronto a regalare ai tifosi-concittadini la gioia della promozione in Serie A. Davanti, in casa loro, ha però il Bologna che ha strappato il pari all’Adriatico e che può accontentarsi di un altro pareggio per aggiudicarsi i play-off e il trionfo. Trentamila al Dall’Ara, 3mila gli abruzzesi saliti in Emilia. Tegola pesantissima sulla formazione adriatica: Bjarnason “rubato” dalla nazionale islandese, l’uomo in più nell’extra season pescarese, Oddo ributta dentro il giovane Torreira insieme a Memushaj e Brugman. Lì davanti il tris Caprari, Politano, Melchiorri per far ballare l’invalicabile Oikonomou. Davanti a Fiorillo, Salamon e Fornasier, con Pucino chiamato a sostituire l’infortunato Rossi sulla sinistra. Delio Rossi cala i carichi pesanti: Acquafresca e Sansone in attacco dal primo minuto e Mbaye a macinare chilometri sulla corsia di destra.

Il Bologna parte subito fortissimo: 14 secondi e Krsticic sfonda centralmente, Memushaj lo deve fermare con un fallaccio davanti alla lunetta; la battuta dai 24 metri è di Laribi ma si infrange sulla barriera. Ci mette otto minuti a carburare il Pescara: l’iniezione è di Caprari che serpeggia sul fianco sinistro dell’area rossoblu e cerca il traversone basso per Melchiorri, ingabbiato però da una nuvola di avversari che non gli lascia fiato dalla trequarti in su. E allora il 9 biancazzurro li brucia in anticipo: Brugman, al 16’, lo lancia dalla mediana per vie verticali, Melchiorri scappa a tutti, controlla appena dentro l’area e spara col destro, alto di pochissimo sopra la traversa di Da Costa. Lo schema si ripete, a parti invertite, due minuti dopo ma l’uruguagio non intende e la palla sfila verso il portiere. Prepotente il fraseggio pescarese, la squadra di Rossi non può cullarsi troppo sull’attendismo e riprende a manovrare al 22’ con Sansone che si alza sulla sinistra con la sovrapposizione di Krsticic e Laribi che cerca il tiro-cross raso terra ma Fiorillo anticipa tutti in presa bassa. Al 26’ la prima conclusione pericolosa dei padroni di casa: Sansone cambia versante e si apparecchia da solo per un sinistro diagonale a giro dal vertice dell’area che fa volare Fiorillo a salvare l’incrocio dei pali. Due lampi abbastanza isolati, il Pescara riprende a tambureggiare con addirittura Salamon a dar manforte ma il Bologna si difende in 5 davanti a Da Costa, Politano, al 32’, riesce a spaccare la muraglia accentrandosi dalla destra ma la conclusione, seppure ravvicinata, è troppo centrale: parata. Se il Pescara scricchiola è sulla sua frazione sinistra, quella battuta da Mbaye che al 35’ lancia la corsa a Casarini, bravo ad approfittare delle debolezze di Pucino per guadagnarsi il primo corner: la battuta dalla bandierina è calibrata per la staccata del gigante greco Oikonomou che sovrasta tutti e, di testa, sfiora la traversa. L’episodio scopre il nervo al Delfino, i felsinei fiutano la paura e affondano il corpo al 36’: Acquafresca inventa la ripartenza 2 contro 4 con una serie di scambi con Sansone che apre a metà il centrocampo del Pescara, riesce anche nel tunnel in area su Zampano che Torreira cerca di intercettarla in tackle ma la restituisce a Sansone che non perdona e con un sinistro violentissimo la manda sotto la traversa. 1-0 

La festa rossoblu (Foto Ansa)

che non permette al Pescara di perdere nemmeno un secondo e la caccia alla remuntada parte al 41’: Zampano monta palla al piede e sgancia il tracciante per Melchiorri che scappa alla guardia Oikonomou ma la spizza solo quel tanco che basta per toglierla a Caprari, staccato solissimo sul lato sinistro. La reazione di Brugman, invece, passa dai tocchi di classe: meravigliosa la sua doppia “veronica” al 42’ per saltare 4 uomini sul limite ma vanifica tutto cercando un penalty inesistente. Niente da fare: i padroni di casa rientrano negli spogliatoi con tre quarti di promozione in tasca, dopo 45 minuti di ottima marca pescarese.

Oddo non perdona la poca incisività ai suoi laterali e subito dentro Sansovini e Pasquato per Caprari e Politano, per una ripresa all’insegna dell’impresa. Subito thrilling in area biancorossa: spiovente per Melchiorri, Morleo lo anticipa e spazza, la palla colpisce il braccio di Maietta ma Fabbri premia l’involontarietà. Delio Rossi non vuole mollare nemmeno un centimetro al Pescara e immediatamente rimpiazza Krsticic, ormai esaurito, con Buchel. Dieci minuti di puro pressing pescarese ma Sansone, con una sgroppata di 50 metri, semina chiunque e arriva in area ospite ma non supera Fiorillo che gli esce incontro e si oppone alla disperata con il corpo. Il Dio del calcio non si fa smentire e diventa goal mangiato, goal subito: sul rovescio di fronte, diagonale morbidissimo di Memushaj, sponda di testa di  Melchiorri per Pasuato che anticipo di petto Maietta e col destro secco incrocia e supera Da Costa. 1-1

L’esultanza di Pasquato dopo l’1-1 (Foto Ansa)

che infuoca il match: il Pescara mette il turbo, al 14’st Zampano prende in controtempo il Bologna che esce dalla propria area con una corsa di gran lena, ruba la sfera e serve Sansovini sul limite dell’area, il “sindaco” controlla e gira il mancino ma la traiettoria si allarga a dieci centimetri dal palo sinistro. Scatenata la squadra biancazzurra che si riversa a pieni ranghi in avanti non appena si impossessa della palla; i difensori emiliani faticano a contenere, Mbaye al 20’ st rifila un calcione in pancia a Pasquato cercando di anticiparlo ma l’esterno sinistro è più veloce e procura il secondo giallo al bolognese: Bologna in 10 uomini per gli ultimi 25 minuti, con Rossi che si ripara con il cambio Cacia-Acquafresca. La gara si fa mistica, si buca persino il pallone all’improvviso; il Pescara sfrutta la superiorità numerica con un assedio totale ma il Bologna si chiude in 9 nella propria area a proteggere il pareggio con i denti. Da vicino è impossibile, Pucino ci prova da quasi 40 metri con una botta siderale al 32’st ma Da Costa si fa spezzare i polsi pur di deviare sul fondo. Oddo tira dentro anche Lazzari per Torreira aggiungendo bocche di fuoco, ma il catenaccio rossoblu è granitico. L’occasionissima al 39’st: Pasquato scavalca tutta la difesa tagliando l’area con un diagonale alto, sul palo opposto Lazzari scappa alla marcatura e colpisce di testa tutto solo ma becca in pieno Da Costa, Sansovini si fionda in scivolata per ribadire ma Casarini la salva sulla linea con l’aiuto del palo. Ancora più vicino ci va, al 43’st, Salamon, raccogliendo il cross dalla bandierina e sfiorando la traversa con l’inzuccata. Tensione alle stelle nei 4 minuti di recupero, coronarie che saltano al 46’ quando Melchiorri prende in pieno la traversa correggendo di testa il cross di Memuhaj e cercando l’assist sul secondo palo per Salamon. Il Bologna non si fa mancare la sua ghiotta occasione: rinvio di Da Costa al 48’, il Pescara è tutto fuori e Cacia corre palla al piede verso Fiorillo che esce con i piedi fuori dall’area, il rimpallo è per il bolognese ma Pasquato tiene vivi gli ultimi secondi di speranza.

Speranza vana, il Pescara sfiora soltanto l’impresa ma esce a testa altissima dal confronto contro il Bologna. Due traverse all’andata, uno allo scadere della finale di ritorno e soprattutto una trasformazione maestosa nei turni play-off. Non basta, in Serie A ci va il Bologna, ma i biancazzurri possono festeggiare una vera e propria resurrezione e la certezza di aver trovato un tecnico da cui ripartire, da subito, per la prossima stagione.

Atmosfera cupa al termine della gara nei pressi della Nave di Cascella