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Pescara a due facce: sconfitta ad Avellino, play-off a rischio

Avellino (4-4-2): Frattali; Pisacane; Chiosa, Fabbro (23’ Zito), Bittante (48’ Sbaffo); Almici, Konè, Arini, Visconti; Trotta (72’ Comi). Castaldo. A disposizione: Gomis, Ely, D’Angelo, Regoli, Vergara, Schiavon. Allenatore: Massimo Rastelli

Pescara (4-4-2): Aresti; Pucino, Fornasier, Salamon, Zampano; Bjarnason, Memushaj, Brugman (82’ Caprari), Selasi (48’ Politano); Melchiorri, Pettinari. In panchina: Aldegani, Zuparic, Abecasis, Gessa, Pasquato, Lazzari, Torreira. Allenatore: Marco Baroni

Reti: 12’ e 92’ Pettinari, 62’ Castaldo (rig), 76’ Zito, 82’ Kone

Arbitro: Daniele Minelli di Varese (Paiusco-Prenna)

Ammoniti: Fabbro, Pisacane, Pucino, Memuhaj, Zito, Kone

Il tempo stringe per il Pescara di Baroni: a quattro giornate dalla fine della stagione, vincere al Partenio di Avellino vuol dire mettere un piede e mezzo sul treno dei play off. Ma gli irpini hanno le stessa ambizione e tre punti in meno che valgono la partita ostica per il Delfino. I biancazzurri sfruttano la scia positiva di tre vittorie in fila, ma in campo devono scendere senza Fiorillo, Rossi e Sansovini: fuori Zuparic e Politano, dentro Brugman e Pettinari nel 4-3-1-2.

E la combinazione è subito vincente: l’avvio del Pescara è mordace, al 12’ il regista uruguagio lancia in verticale dalla medianza, Pettinari scatta sul corridoio centrale, vince il contrasto con Chiosa e conclude con un destro secco dalla lunetta, Frattali si tuffa alla propria destra ma la palla è troppo a fil di palo e si infila e angolino basso alla destra di frattali. 0-1. L’arrembaggio iniziale degli adriatici non si ferma: il tempo di riprendere il gioco e Melchiorri ruba subito palla all’Avellino, scambia rapido con Pettinari e si lancia sulla sinistra per tutta la metà campo avversaria, brucia Fabbro in corsa e si porta in area per il destro angolato ma stavolta il portiere biancoverde riesce a metterci la punta dei guanti e manda la palla a sbattere sulla traversa. Rastelli cerca di ripiegare prima che il Delfino prenda il largo e al 23’ ha già fatto il suo primo cambio: entra Zito per i nervoso e ammonito Zito. La musica, però, rimane la stessa: Melchiorri costringe Pisacane a fermarlo in contropiede con un fallo a trenta metri dalla porta che Brugman trasforma in una punizione tesa indirizzata all’incrocio dei pali: Frattali mette le ali e realizza il secondo miracolo in 29 minuti. E’ il centramericano la chiave di volta del Pescara: illumina il gioco e al 35’ manda Bjarnason vicino al raddoppio, ma l’islandese arriva in ritardo sulla palla goal. Il primo pericolo per gli uomini di Baroni arriva al 40’, con un’azione in percussione fuori area da Pucino con il fallo tattico su Almici; la punizione non impensierisce Aresti, ben coperto dalla barriera. La tattica del contropiede premia i biancazzurri: al 45’ è Zampano a correre sulla fascia per servire nuovamente Bjarnason che stavolta arriva alla conclusione ma Frattali devia in corner tenendo ancora a galla l’Avellino. Gli irpini provano ad accorciare nel 2’ di recupero, con la prima vera conclusione in porta: il Pescara pasticcia a tirar via la palla dal limite della propria area, se ne giova Trotta che si libera in finta e conclude con il sinistro, Aresti si distende e respinge chiudendo il primo tempo in vantaggio.

Rastelli continua a mettere pezze sui larghi strappi del suo Avellino: a inizio ripresa entra Sbaffo per Bittante, mentre Selasi zoppicante lascia posto a Politano. Cambiano gli addendi ma non il risultato: all’8’st il Pescara rischia ancora nella propria area dopo un corner e Pisacane, lesto a sparare nel mucchio, manda la sfera di pochissimo sopra la traversa. Ma è la ripartenza pescarese a dettare il ritmo del match e Politano, al 12’st, si inserisce bene nelle combinazioni offensive e arriva a concludere di testa grazie a Memushaj, ma Frattali ha scorte infinite di santi da ringraziare e si oppone ancora in extremis. Il Delfino diventa un tamburo battente a cavallo dell’ora di gioco ma spreca l’impossibile: prima Bjarnason manca di poco il bersaglio, poi Pettinari dribbla tutti, portiere compreso, ma non tira e sciupa cercando l’appoggio Politano e Memushaj. Il calcio ha le sue dure leggi e al 17’st Zito su porta sul fondo per crossare, in area interviene Salamon ma con un braccio ed è sacrosanto calcio di rigore, Castaldo trasforma ed è incredibilmente 1-1. E’ l’inizio di una nuova partita: il Pescara comincia a sfaldarsi e al 28’st Castaldo sfiora la doppietta con una mezza rovesciata che si alza sopra la traversa sull’assist dell’ex Kone. La grinta irpina prende il sopravvento, Rastelli completa la sua remuntada inserendo Comi per Trotta e al 31’st passa in vantaggio: Castaldo la lancia dentro, Aresti esce a pugni alti per anticipare Comi ma la sbuccia e alza la palla a campanile a centro area, nessun difensore si affretta per spazzare mentre Zito si lancia come un dardo e testa la butta nella porta vuota. 2-1. Saltano anche i nervi, Castaldo e Memushaj si scontrano al 33’st e le panchine si riversano in campo sfiorando la rissa. Baroni deve essere trattenuto dal quarto uomo: è il segnale della deriva completa per il Delfino che non ci crede più: al 38’st Kone ha tutto il tempo e lo spazio di controllarla fuori area e di concludere con il sinistro, il radente non è imprendibile ma forse Salamon la devia nel mucchio e Aresti non ci arriva. 3-1. Oltre il 90’ Pettinari mette assegno anche la doppietta, girando di testa la verticalizzazione di Melchiorri, ma è troppo tardi per il 2-3.

Sul velluto per gran parte della partita, il Pescara non è riuscito a chiudere un risultato che sentiva già suo. Tanto superiore sul vantaggio, quanto allo sbando dopo il penalty, cambia faccia e perde la testa. E perde anche la ghiotta occasione di chiudere i giochi per i play-off, facendosi recuperare in classifica proprio dai campani. Da qui alla fine non saranno più ammessi errori da Baroni e dai suoi.