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Good Times Bad Times – Buona.2

Mi sento in colpa. Ritardo pazzesco e, purtroppo , non sarà l’ultimo. Ma da buon Abruzzese, per farmi perdonare, non mi presento a mani vuote. Anzi, il dono è duplice.

 

Il primo è uno dei miei film preferiti; poco conosciuto, OldBoy va visto, inalato e vissuto con cura. Il secondo, solo in ordine di presentazione, è l’acclamato ritorno di Grace che, dopo aver accettato il mio invito, ha firmato la terza recensione di questa GoodTimes, My Blueberry Nights. Welcome back LoveSexCityYouKnowHotYouGotchaRumors. Indovinate di cosa parla il film che ha scelto…


 Buona Visione. 

 

Voto :    9   “OLDBOY” 

 ( di Park Chan-Wook, 2003)

Oldboy  è un film intenso, sinfonico e, senza dubbio, malvagio.
Seconda pellicola di quella che viene definita la “Trilogia della Vendetta” del bravissimo regista/sceneggiatore sudcoreano Park Chan-Wook.  Trilogia comprendente Mr. Vendetta  (2002 -6,5-) e Lady Vendetta (2005 -7-). In realtà il termine trilogia potrebbe ingannare, poichè le tre storie sono assolutamente indipendenti, e non presentano nessun personaggio comune se non qualche attore.
La matrice che li accomuna, che li lega, è il bisogno di Vendetta.
Atroce, pianificata, goduta, che regali un’insana soddisfazione a chi la ottiene ed inculchi un disumano dolore in chi la subisce.
Oldboy è un capolavoro, surclassa gli altri due di spanne e lascia lo spettatore incredulo e basito, incapace di razionalizzare quanta sofferenza provi la vittima, e quanta ne ha provata, per una vita, il carnefice.
Attori bravissimi, sceneggiatura da mani sui capelli, regia decisa e poetica al contempo.
Spietata e immorale, ma non saprei definire una vendetta migliore (o peggiore, se vi pare). Bocca aperta e testa confusa, mentre scorreranno i titoli di coda. Qualche ragazza potrebbe piangere. Qualche uomo ancor di più.

 

Voto:  “BLADES OF GLORY”  

 (di Josh Gordon 2007) 
 

Will Ferrell è addirittura presente nella mia introduzione alla sezione goodtimesbadtimes. E Blades of Glory ne è certamente uno dei motivi. La “demenzialità”, questo sempreverde filone della cinematografia moderna, ci ha fatto assistere a vergognose pantomime, sia di matrice USA, sia di matrice tanto genuinamente quanto disgustosamente  Italiana. Ma c’è una nicchia di attori che prova, di certo con risultati altalenanti,  a farlo come si deve. Forse memori dei Monty Python, forse del primo Mel Brooks o Gene Wilder, gente come Ben Stiller, Will Ferrell , Owen Wilson, Vince Vaugnh, Jack Black, Mike Myers e tutta quella “crew” sbocciata dal Saturday Night Live, hanno regalato al pubblico sane e grasse risate senza dover urlare “con il papagno de fori”. Alla luce delle ultime polemiche suscitate dalla vittoria di Lysacek, medaglia d’oro di pattinaggio a Vancouver 2010, sul quale sono state fatte (in diretta!) illazioni di presunta omosessualità, vi invito a comprare una busta di popcorn, una qualche colorata e assolutamente non salutare bibita gasata, e a porvi dinanzi a questa pellicola pronti a “sganasciarvi” con il torbido, velenoso e tremendamente sexy  mondo… del pattinaggio su ghiaccio (di coppia, e che coppia). Happy ending, un paio di scene geniali (c’è una presa acrobatica da lacrime) e non mi sembra di aver visto alcuna doccia! Incredibile…

Voto:  8 “MY BLUEBERRY NIGHTS”

 ( di Wong Kar Wai, 2008)       

Wong Kar Wai incanta e ci delizia, con “Un bacio romantico” al sapore di torta ai mirtilli.
Il regista Cinese, alle prese con il suo primo film in Inglese, narra un’amore che inizia nel momento in cui finisce. Lungo una strada che celebra le distanze, quelle geografiche e quelle del cuore.
Abbandona le atmosfere rarefatte della sua amata terra di mezzo e ci catapulta in un sogno tangibile, che urta i sensi e fa male, viscerale ma necessario.
I movimenti di macchina convulsi si mescolano ai caldi silenzi, interrotti dai rumori di un’accogliente New York, e le luci lugubri di una Memphis decadente. Per non parlare dell’incandescente Las Vegas, tra rilanci e bilanci di vita.
“My blueberry nights” è la storia la di una donna che prende la strada più lunga per incontrare l’uomo dei suoi sogni. È il personale viaggio dell’orientale che si spinge a Ovest, verso una terra di frontiera, ancora da scoprire e costruire. Dove si è liberi e senza legge.
Norah Jones stupisce, Jude Law riscalda e sullo sfondo si muovono attori che diventano parte di un disegno quasi perfetto, reso tale dal direttore della fotografia e dalla colonna sonora che profuma di Route 66.
Il maestro dei sentimenti insegna che esistono commedie che si insinuano morbide, senza bisogno di espedienti leziosi o accorgimenti triviali.
Perché non conta la storia. Ma è come la si racconta.

 

AllTheBest
Ivan Cesare Caponi

Special guest star per “My BlueberryNights”
Grace – Annalisa Durante