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Teramo, M5s: l’emergenza sanitaria in Abruzzo è la cronaca di un disastro annunciato

Teramo. “Quella a cui assistiamo è purtroppo la cronaca di un disastro annunciato. Forse per insipienza o clamorosa sottovalutazione del problema da parte dei vertici ASL e Regionali – ci auguriamo non per malafede – la situazione della nostra Regione e della nostra provincia è oltremodo preoccupante”, scrivono in una nota congiunta Pina Ciammariconi (cons. comunale m5s Teramo); Patrizia Terzilli (cons. comunale m5s Bellante); Ilaria De Lauretis (cons. comunale m5s Atri); Simona Astolfi (cons. comunale m5s Silvi); Filippo Da Fiume (cons. comunale m5s Pineto).

“La prima criticità riguarda i posti in terapia intensiva negli ospedali, da Teramo ad Atri, fino a Giulianova, abbiamo raccolto le voci degli operatori e dei pazienti: si è già a saturazione e si stanno bloccando anche le prestazioni mediche fondamentali, spesso vi sono ore di attesa, e a volte nemmeno la possibilità di essere ricoverati. Ad Atri i vertici ASL si sono ricordati solo ad ottobre che andavano eseguiti i lavori di adeguamento della terapia intensiva, previsti da anni, e lasciati a metà da maggio, mentre si individuava quel nosocomio come Covid-Hospital d’emergenza. Ora si stanno annunciando posti letto aggiuntivi in tutti gli ospedali, anche a Giulianova. Ma la domanda è: c’è il personale per gestire interi reparti? A Teramo sembra che il Covid-Hospital non vedrà la luce prima di marzo/aprile 2021, e non sappiamo se prima possiamo fare affidamento sull’ospedale di Pescara (costato quasi 15 milioni di euro) come ci era stato garantito”.

“Altro fronte, non meno importante, è quello dei tamponi. Sono pochi. Spesso vengono fatti dopo 5-12 giorni dalla richiesta, e le risposte sono tardive. Ci sono casi in cui si è in lista di attesa da tre settimane. Occorre che ci si muova con maggiore celerità per ripristinare il tracciamento, servono più operatori che rispondano al telefono, si devono evitare sequestri di persona inutili e insostenibili, oltre ad intervenire in tempo sui malati. I cittadini sono abbandonati a loro stessi. Siamo in attesa di 5.000 test rapidi dalla metà di ottobre. Che fine hanno fatto?”.

“La medicina del territorio è inesistente, mentre si intasano gli ospedali. Si sta facendo lo stesso errore fatto in Lombardia a marzo, un dramma che si ripete. Il Governo a maggio ha stanziato un miliardo e 285 milioni per la medicina territoriale e più di 60 milioni solo per le USCA, che fine hanno fatto questi soldi? Cosa hanno fatto e cosa stanno facendo in Regione oltre a litigare per le poltrone e a sperperare soldi pubblici in aumenti di stipendi e regalie varie? Non andiamo oltre perché questo non è il tempo delle polemiche, ma piuttosto quello dell’agire comune”.

“Noi come sempre”, concludono i consiglieri pentastellati teramani, “siamo a disposizione, ma se continuano a non ascoltarci e a non coinvolgerci dovranno assumersi tutte le responsabilità di una tragedia che noi avevamo ampiamente previsto”.