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Teramo, anche l’Asp1 valuta le vie legali: “Noi paghiamo la Pap”

Lunga nota del commissario straordinario Roberto Canzio in risposta alla presa di posizione di ieri della Filcams Cgil e di alcune lavoratrici della mensa delle case di riposo dell’Asp1, indietro di cinque mensilità.

“Iniziamo dal rapporto tra la struttura commissariale e la Filcams Cgil. In risposta alle richieste a suo tempo avanzate dalle stesse sigle sindacali, in qualità di Commissario straordinario dell’Asp1 ho personalmente proposto l’istituzione di un tavolo periodico con i sindacati che si è poi puntualmente costituito. Peccato, però, che dopo un primo incontro e confronto proprio la stessa Filcams Cgil abbia preferito alzarsi e abbandonare il tavolo in questione. Salvo, però,  subito dopo sollecitare la costituzione di un tavolo istituzionale in Prefettura: tavolo che ha subìto la stessa sorte, perché il sindacato ha deciso di abbandonare anche quello, dimostrando tra l’altro un rispetto istituzionale prossimo allo zero. Una storia ed un comportamento seriali, quelli tenuti dalla sigla sindacale che ha chiesto, ottenuto e puntualmente abbandonato più tavoli: quindi inaccettabile perché irrispettoso di sua eccellenza il Prefetto, delle altre sigle sindacali e di tutti gli altri attori coinvolti”.

E ancora: “In questi giorni – da commissario – sto dedicando tutto il tempo, ogni energia e ogni attenzione perché si arrivi a una non semplice soluzione per una situazione che è – non è un mistero- molto pesante e non è un caso se, per anni, sia stata lasciata ristagnare. Per questo sono incessanti i contatti, pressochè quotidiani, a Pescara del sottoscritto con l’assessore Pietro Quaresimale e gli stessi uffici preposti della Regione. Si tratta di un lavoro difficile che va avanti su due binari. Da un lato, il fatto che la Asp abbia dovuto impegnarsi non poco davanti al diniego arrivato, a fronte di un finanziamento  ottenuto nel 2020, e che avrebbe comportato la disastrosa restituzione della sua quasi totalità. Così come poi, però, non è stato. Dall’altro lato, si è lavorato e si continua a lavorare a testa bassa, concretamente e non a chiacchiere e a colpi di conferenze stampa, per spuntare i 3 milioni di rimborsi Covid attesi, e oggi anche stanziati, dalla Regione. Tutte variabili, queste, che determinano i destini e le prospettive future della Asp1: come Commissario certo non interrompo questi sforzi per incontrare chi ha voluto convocare un primo tavolo e poi lo ha abbandonato, ha chiesto un secondo tavolo istituzionale e si è alzato ed è andato via anche da questo e adesso lamenta la mia indisponibilità”.

Canzio sottolinea poi che “Altro punto di attacco, anche questo assolutamente non veritiero, nella nota siglata dalla sola Filcams Cgil è quello – secondo il quale – le lavoratrici lamentano il mancato pagamento di cinque mensilità. In modo corretto va detto che, dall’insediamento dell’ultimo Consiglio di amministrazione (quello presieduto da Elisabetta Cantore e costituito da Alberto Covelli e dal sottoscritto) e poi dall’insediamento commissariale – a partire dal dicembre 2020 ogni mese puntualmente la Pap ha ricevuto e riceve dall’Asp1 la fattura per il regolare pagamento di una mensilità. Del resto – e va chiarito anche questo – non è veritiero, come il sindacato lascia intendere, che esista un rapporto diretto delle lavoratrici con la Asp: il rapporto diretto lo hanno con l’azienda di cui sono dipendenti, quindi con la Pap che è il loro datore di lavoro. Su questo possono essere le stesse lavoratrici, e la stessa Pap, a dire se è vero o non è vero, che dal dicembre 2020 non sia stata pagata una sola mensilità. Nel caso servisse, la prova sta nel fatto che da allora ad oggi la posizione debitoria dell’Asp nei confronti della Pap non è aumentata di un solo centesimo. Quanto manca ancora all’appello, in termini di mensilità, è il pregresso ed è antecedente alla data del dicembre 2020 di cui sopra. E’ un debito che arriva dal passato – quando all’epoca era molto più flebile la voce dello stesso sindacato – in questione e per il quale ci stiamo adoperando a trovare una soluzione senza perdere tempo in chiacchiere che stanno a zero. Motivo per quale non veritiero quando si parla di ritardi nel pagamento di cinque mensilità alle lavoratrici e questo va detto con chiarezza alle famiglie dei nostri ospiti e ai cittadini”.

Anche l’Asp1 ora valuta di adire le vie legali: “Adesso l’Asp passerà dagli intenti all’operatività: che l’immagine dell’azienda risulti infatti pesantemente danneggiata è evidente e se già prima c’era l’intenzione di adire le vie legali, adesso si sta valutando l’azione che andremo ad intraprendere. Danni di immagine e in termini anche di possibile operatività, quelli arrecati alla Asp1, che sono più pesanti perfino della situazione debitoria dell’azienda”.