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Politica Teramo

Silvi, polemiche sui fondi ottenuti come sostegno alle famiglie in difficoltà. Scordella replica al M5s

Silvi. Sulla polemica diffusa dalla capogruppo M5S al Comune, Simona Astolfi, sui social con un video in cui la stessa Astolfi “lamenta il mancato coinvolgimento del suo gruppo all’individuazione dei criteri per l’assegnazione dei 128.000 euro concessi dal Governo per sostenere le persone in difficoltà a causa de Covid-19”, sono intervenuti l’assessore al Sociale Fabrizio Valloscura e il sindaco Andrea Scordella.

“Va precisato preliminarmente – ha dichiarato il sindaco Scordella – che la richiesta del gruppo consigliare del M5S è giunta successivamente all’approvazione da parte della giunta della deliberazione con la quale sono stati determinati i criteri di assegnazione dei contributi. Deliberazione che è stata redatta non solo da noi, come riferito dalla Astolfi, ma di concerto con i 14 Comuni dell’Ambito, alla luce delle indicazioni dei rispettivi funzionari e assistenti sociali addetti ai Servizi sociali comunali, che sono quelli che hanno concretamente la visione esatta della situazione preesistente al corona virus e quella che sta emergendo a seguito della sua diffusione. Non ci siamo inventati nulla – ha detto Andrea Scordella – ma ci siamo attenuti alle direttive emanate dal Governo adeguandole alle realtà locali con il determinante apporto di coloro che per lavoro si occupano dei problemi sociali dei 14 Comuni dell’Ambito di cui facciamo parte. Aggiungo, poi in merito alla richiesta di creare una commissione consiliare ad hoc – ha detto il sindaco Scordella – una considerazione. Storicamente le commissioni comunali create apposta per beneficiare o penalizzare direttamente i cittadini, quasi mai hanno prodotto risultati positivi, proprio perché alla fine si finiva con il contaminare le reali situazioni dei cittadini con le esigenze dei vari partiti di appartenenza. Cito solo due casi emblematici: l’ECA, ente di assistenza comunale, e la commissione tributi comunali che oltre a rendere farraginosa e lunga l’azione dei loro interventi, alla fine risultavano politicamente condizionati. Non a caso sono stati cancellati dall’ordinamento degli enti locali”.

“Quello che la gente si attendeva da noi – ha detto l’assessore al Sociale Fabrizio Valloscura – era la tempestività di una risposta in presenza di una situazione di grave crisi che minaccia seriamente persino la decorosa sopravvivenza di parecchie persone. E’ questo l’obiettivo primario che ci siamo prefissati insieme tutti i Comuni dell’Ambito. Non a caso saremo tra i primissimi Comuni ad assegnare i fondi attribuitici, nel pieno rispetto delle disposizioni contenute nel decreto governativo. Per quanto attiene l’obiezione rivoltaci dalla consigliere Astolfi circa la presunta non “giusta” univoca fissazione del reddito massimo di 30.000 euro lordi annui, che è, peraltro, solo uno dei requisiti di cui terranno conto gli uffici preposti alla valutazione delle domande – ha detto l’assessore Valloscura – va rilevato che chi l’ha fatto, probabilmente, non ha compreso il contenuto dell’atto deliberativo da noi assunto né le motivazioni che sono alla base del decreto governativo. Perché, evidentemente, non si è capito che tutti i soggetti che prima del corona virus erano assistiti dai nostri Servizi sociali, poiché non hanno redditi o perché dispongono di redditi minimi, continueranno comunque ad essere regolarmente assistiti. Quelli che, invece, saranno i nuovi assistiti sono le persone che ieri non avevano i requisiti per l’accesso all’aiuto pubblico ma che oggi si trovano in difficoltà a causa del Covid-19. Quindi – ha concluso Fabrizio Valloscura – è irrilevante e non calzante l’obiezione della fissazione unica del tetto dei 30.000 euro lordi annui dal momento che le singole situazioni economiche dei richiedenti, rispetto all’anno precedente, sono radicalmente cambiate, fino a diventare equivalenti per tutti”.