Montorio%2C+Di+Emidio+contro+la+Magno%3A+frattura+nel+PD
abruzzocityrumorsit
/politica/politica-teramo/montorio-di-emidio-contro-la-magno-frattura-nel-pd.html/amp/

Montorio, Di Emidio contro la Magno: frattura nel PD

“Dopo qualche giorno di riflessione ed essermi confrontato con persone a me vicine, sono arrivato alla conclusione di dimettermi da segretario del circolo PD di Montorio“. A dirlo è Marcello Di Emidio.

”La mia decisione scaturisce da scelte imposte dal partito regionale, provinciale e dalla candidata sindaca della lista ‘Montorio Guarda Avanti’ (Eleonora Magno; ndg). Scelte che non condivido e che pertanto non mi rappresentano. Scelte che hanno portato l’ennesima spaccatura all’interno, lasciando sempre più spazio alla confusione dei nostri iscritti, ma soprattutto che non hanno permesso una larga rappresentanza del partito all’interno della lista. Ovviamente ci sono state altre ragioni che voglio brevemente raccontare per cercare di rendere comprensibile la mia decisione”.

E prosegue: “Il segretario regionale è venuto a Montorio per organizzare la caduta dell’amministrazione Facciolini, a mia insaputa e non ero presente alla riunione, dimenticando che qualche giorno prima avevamo scritto una lettera al sindaco (firma del segretario regionale, provinciale e mia) dando una possibilità di collaborazione del partito, con i suoi rappresentanti in seno al consiglio comunale, per trovare una via d’uscita alla grave situazione della maggioranza e della pandemia in corso in quel periodo. Sicuramente il tutto doveva essere meglio organizzato affinchè si evitasse di essere accusati di irresponsabili per effetto della caduta della giunta Facciolini che in quel periodo particolare era diventata poco credibile e operativa. Tengo a precisare che le colpe per il commissariamento sono della maggioranza e non dell’opposizione che in quanto tale svolge il suo compito nel modo e nei contenuti che ritiene più opportuno mettere in campo. Ho conosciuto un segretario regionale molto propenso al litigio e alla divisione in seno al suo stesso partito e quanto leggo di Chieti, Avezzano, Isola e forse altri comuni dove si va al voto mi confermano che forse ho ragione. Per quanto riguarda il neo segretario provinciale non ho notato niente di nuovo e speravamo di diverso rispetto a chi lo ha preceduto. Si è lasciato andare nel percorrere sentieri già tracciati piuttosto che intraprendere nuove strade forse più rischiose. A lui voglio dire che la libertà ci fa essere coerenti”.

E ancora: “Infine la candidata sindaca, che ho fortemente voluto alla guida della lista, ma che nel corso della preparazione della stessa ha mano a mano disatteso il nostro progetto iniziale. Si chiedeva una larga rappresentanza del PD e delle altre forze del centrosinistra, proprio perché volevamo dire ai montoriesi che ci sarebbe stato il partito a garanzia della tenuta della maggioranza e non la buona volontà di singole persone. I portatori sani di voti non ci interessavano proprio perché non devono rispondere a nessuno se non a loro stesse una volta elette e come abbiamo visto nelle ultime 2 amministrazioni determinarne la durata o la caduta. Capitolo #cicredo è stato veramente molto complicato. Guardati come manna caduta dal cielo ci siamo fatti imporre tutto quanto da loro richiesto. Il numero dei candidati in lista, i veti sulle persone che volevamo mettere noi come pd o altre forze in coalizione ed infine protagonisti nella stesura del programma elettorale. Alla fine di una delle discussioni mi son sentito dire dalla donna del PD che i #cicredo per lei erano una priorità”.

E conclude: “Ultimo ma non per ultimo ha voluto che con senso di responsabilità il segretario del partito facesse un passo indietro nella candidatura per lasciare il posto ad un giovane, cosa che io ho fatto ma che ancora non capisco per quale motivo lo ha chiesto a me e non ad altri. La mia fede nel partito rimane perché gli ideali rimangono mentre invece le persone che lo rappresentano hanno dimostrato, in questa tornata elettorale, di essere preoccupati più del risultato finale piuttosto di un modello di società che vorremmo portare avanti”.