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A Teramo per Antonetti “approvazione di rendiconto illegittima”

Venerdì scorso con venti voti a favore e sette contrari, il consiglio comunale di Teramo ha approvato il rendiconto 2022.

Un’approvazione “illegittima del bilancio consuntivo del 2022 che doveva essere approvato per legge dalla precedente amministrazione entro il 30 aprile 2023 (art. 151 Tuel)”, secondo il consigliere di opposizione Carlo Antonetti.

“La conclusione confermata dagli stessi amministratori è quella per la quale deve essere chiaro che il bilancio consuntivo non è stato approvato dal legittimo consiglio e nei termini di legge perché l’amministrazione uscente è stata impegnata nella campagna elettorale e, udite udite, a detta della giunta siccome hanno vinto le elezioni il bilancio sarebbe stato praticamente e in realtà approvato dai cittadini ….. (che peraltro non potevano conoscerlo..!) e tutto il resto sarebbe relativo…! Ma la dubbia legittimità e la potenziale e fondata criticità in ordine alla correttezza amministrativa della delibera di approvazione del bilancio risiede anche e soprattutto nel fatto che a causa di ciò si è verificata una irrituale e illegittima situazione nella quale due neo consiglieri (Core e Falini) hanno votato l’approvazione del bilancio consuntivo da essi stessi predisposto e approvato in qualità di assessori della precedente giunta comunale”.

E ancora: “Ovviamente in sede di discussione abbiamo evidenziato tutte le criticità del bilancio consuntivo portato in approvazione e che dimostrano i limiti di un’azione amministrativa lenta, non produttiva e non attenta alla risoluzione dei veri problemi dei cittadini. In particolare in relazione all’avanzo di amministrazione di euro 5.550.047,88 (al netto degli accantonamenti per legge), che apparentemente potrebbe sembrare un dato positivo, deve evidenziarsi che in realtà esso certifica e fotografa, unitamente alla potenziale capacità di indebitamente dell’ente che pur essendo pari al 10% è stata utilizzata solo per lo 0,75 di euro, l’immobilismo della passata amministrazione che, applicando principi ragionieristici di una piccola impresa e non di un Ente pubblico e di un Comune Capoluogo di fronte a tutte le gravi problematiche della città (decoro urbano, asfalti, verde pubblico ecc…) ha scelto di stare ferma e di non investire se non … per eventi “cd culturali” in piazza per circa E. 1.200.000,00 a fronte di una pressoché totale chiusura di tutti i luoghi del Polo museale della città. A conferma della carenza di adeguati investimenti c’è da rilevare, poi, che la relativa spesa pro-capite è diminuita da 191 euro del 2019 a 138 euro del 2022 mentre invece la spesa corrente pro-capite è passata da 916 euro del 2019 a 1.054 euro del 2022, grazie soprattutto a feste e festicciole fatte organizzare dai soliti noti. Il tutto mentre la pressione fiscale è aumentata del 14,5%, passando da 945 euro pro-capite del 2019 a 1.080 euro del 2022″.