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Atri, il ‘caso’ Fortunato continua a far discutere: eletta nel centro sinistra…‘a sua insaputa’

Atri. Continua a far discutere la vicenda legata alla consigliera di opposizione Maria Paola Fortunato, eletta con la lista di Obiettivo Comune, oggi tra i banchi della minoranza. Dopo l’intervento dell’ex sindaco Paolo Basilico, ora anche il locale Pd ne chiede le dimissioni immediate.

Il motivo? Durante la campagna elettorale del centro destra, la consigliera in questione era stata “avvistata” tra il pubblico sostenitore del ri-candidato alla Presidenza della Regione, Gianni Chiodi. Una presenza che aveva scatenato non poche polemiche. Alimentate, ora, da un fatto nuovo: nell’ultimo consiglio comunale atriano, riunitosi lunedì, la consigliera Fortunato ha preso posto sui banchi della maggioranza: nel breve volgere di un mese, è passata dal gruppo consiliare Obiettivo Comune a indipendente, poi al gruppo PdL e infine al gruppo Forza Italia.

“Se continuerà su questa strada” commenta il Pd ducale “la consigliera, che finora si era fatta notare soprattutto per i suoi silenzi, arriverà presto ad oscurare la fama di un Antonio Razzi”.

E aggiunge: “durante il suo intervento in Consiglio, ci ha spiegato di essere sempre stata una militante di destra, e che da quando aveva accettato la candidatura nella nostra coalizione fino ad oggi non aveva mai avuto il sentore che si trattasse di una lista di centrosinistra. E questo nonostante durante la campagna elettorale siano intervenuti a suo sostegno persone come Giovanni Legnini e Luciano D’Alfonso”.

Il famoso “effetto Scajola“, dunque: Maria Paola Fortunato era candidata in una lista di centro sinistra…a sua insaputa!

“Per noi, che crediamo nella dignità e nella serietà come valori basilari della buona politica, tutto questo è molto triste”.

“La cosa che più intristisce” conclude la capogruppo del Pd Chiara Di Nardo Di Maio “è che a prestarsi a una manovra trasformista come questa, tipica della vecchia politica clientelare, sia stata una giovane donna come Fortunato. Oggi le nuove generazioni hanno una grande responsabilità, quella di ridare una speranza a questo Paese. Devono potersi proporre come persone pulite, di cui ci si può fidare, per essere veramente il motore della ripresa: per questo il tradimento di una ragazza giovane pesa come un macigno”.