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Guerra fredda nel Pd, Di Marco replica a Minosse: “Uniti fino al 26 maggio, poi vedremo”

Teramo. Nessun passo indietro. Il sindaco di Castellato Vincenzo Di Marco, a margine della visita di Antonio Di Pietro nel suo comune, torna sulla polemica aperta con il segretario provinciale del Partito Democratico Gabriele Minosse. Riassunto delle puntate precedenti: dal fronte delle elezioni a Campli, due esponenti del Pd (Roberto Ricci e Vincenzo Cordoni) abbandonano il supporto a Gabriele Giovannini e portano avanti la candidatura dell’avvocato Quaresimale. Il Partito non ci sta e li espelle. 

E se Minosse ieri aveva definito “evitabile” la polemica di Di Marco, che aveva preso le difese degli esclusi, lo stesso sindaco di Castellalto risponde per le rime, ribadendo però la necessità che il partito sia unito, almeno fino alle elezioni.

“La politica prevede uno sforzo di ragionamento – ha affermato Di Marco – Ci sarebbe bisogno di fare anche uno sforzo di gratitudine e di fiducia. Con queste basi però, avere fiducia è molto difficile. Non voglio andare avanti, gli stracci li faremo volare dopo il 26 maggio, adesso facciamo tutti campagna elettorale, facciamo vincere il Partito Democratico e Luciano D’Alfonso. Mi auguro però che il Pd abbia la marcia del partito nazionale e non di quello provinciale”. Ci sono quindi i presupposti per una frattura dopo le elezioni? “No, io lavoro sempre per la ditta, come diceva Bersani”. Staremo a vedere.