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Riordino Province: Maurizio Brucchi chiama a raccolta i sindaci esclusi. Giovedì tutti a Roma

“Stiamo tutti combattendo la stessa battaglia per difendere le tradizioni e la cultura dei nostri territori”. Da Nord a Sud, c’è un sentire comune dei sindaci dei Comuni capoluogo di provincia che potrebbero essere soppressi dal Decreto Ministeriale di revisione degli assetti territoriali.

Maurizio Brucchi a Teramo, Fabrizio Brignolo ad Asti, Nicola Sodano a Mantova, Paolo Dosi a Piacenza, Giulio Marini a Viterbo, Ippazio Stefano a Taranto, Roberto Cenni a Prato, Peppino Vallone a Crotone, Roberto Scanagatti a Monza e decine di altri primi cittadini sono pronti a schierarsi tutti insieme contro quello che definiscono un “provvedimento iniquo”.

E si sono dati appuntamento per giovedì prossimo, a Roma, nella sede dell’Anci, alle ore 15, per predisporre una linea comune di intervento.

“Stiamo tutti avvertendo, in questi giorni, il forte disagio che le nostre popolazioni stanno manifestando per il paventato taglio delle province” scrivono i sindaci. “Un disagio per la profonda incertezza che regna rispetto alle soppressioni di presidi istituzionali con conseguenze immaginabili sul piano dell’economia territoriale, della sicurezza, dei servizi alla cittadinanza” continuano Vallone, Brignolo, Sodano, Brucchi, Dosi, Marini,  Stefano Cenni e Scanagatti.

“Il vento dell’antipolitica teso esclusivamente a sottolineare il taglio di “poltrone” ma assolutamente silenzioso rispetto alla cancellazione delle tradizioni di intere popolazioni ha portato alla situazione odierna rispetto alla quale i sindaci, che rappresentano il tramite tra le proprie comunità ed il resto del paese, devono assumere un ruolo da protagonisti e rivendicare i legittimi interessi delle proprie città amministrate” aggiungono i primi cittadini di Asti, Mantova, Teramo, Crotone, Piacenza, Viterbo, Taranto, Prato e Monza

Maurizio Brucchi, intanto, ha incontrato ieri il sindaco e il presidente della Provincia dell’Aquila, Massimo Cialente e Antonio Del Corvo, per avviare una prima ipotesi di valutazione dello scenario che si aprirebbe con l’accorpamento, in relazione alle funzioni da salvaguardare per il nostro territorio. Dall’incontro è emersa la necessità di redigere una piattaforma che funga da base per l’analisi concreta degli interventi da porre in essere. Per questo, già da questa mattina, si è al lavoro per la ricognizione della funzioni della Provincia nel nostro territorio, con l’analisi degli uffici ad essa assegnati, delle competenze, del personale interessato e dello stato di attuazione di eventuali contratti di affitto o proprietà. Ciò consentirà di avere a disposizione un quadro preciso della situazione e quindi di poter definire con precisione la piattaforma di riordino sulla quale lavorare.

“L’operazione non ha lo scopo di proteggere poltrone politiche” chiarisce il primo cittadino teramano “ma di salvaguardare i diritti dei cittadini e del territorio, al fine di evitare i disagi e annullare le problematiche che la prospettiva della soppressione potrebbe aprire”.