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Sede Unione Comuni via da Nereto: l’ira del Pd

Nereto. Sul trasferimento, da Nereto a Sant’Omero, della sede dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, si consuma lo scontro tra maggioranza ed opposizione.

La cosa, infatti, viene sottolineata, in maniera polemica in una nota dei consiglieri comunali del Partito Democratico.La letteraOra abbiamo tutte le prove che l’Amministrazione Comunale del Sindaco Minora è incapace di difendere il prestigio di Nereto e di costruirne un futuro di sviluppo e crescita. L’ultima chicca è la perdita della sede operativa e tecnica dell’Unione dei Comuni Val Vibrata che il più sveglio e sagace Sindaco di Sant’Omero ha ottenuto con il consenso di sette Amministrazioni Comunali di cui ben sei sono della stessa sponda politica di centro-destra della nostra Amministrazione. Dobbiamo complimentarci con la gestione del Sindaco Minora che per soli dodici mila euro annui (somma da pagare per l’affitto della sede) perde un’istituzione così importante e prestigiosa che dava lustro alla nostra cittadina e la faceva essere il fulcro della vita vibratiana. Con questo trasferimento, Nereto perde rappresentatività e viene relegata ai margini della vita istituzionale della Città Territorio. Ma noi Consiglieri Comunali del Partito Democratico non siamo assolutamente sorpresi: infatti, in un recente Consiglio Comunale (quindi in una seduta pubblica), il Vice Sindaco Laurenzi aveva fatto la voce grossa nel dichiarare che la sua Amministrazione poteva fare a meno della sede dell’Unione se gli altri Comuni non partecipavano alle spese di gestione. Bene, il Vice Sindaco ed il Sindaco possono essere fieri perchè hanno raggiunto il loro scopo: la sede l’hanno persa perché il solerte Sindaco di Sant’Omero ha messo a disposizione gratuitamente i locali di Palazzo Tomassini che verrà appositamente restaurato con spese a carico dell’Amministrazione. Continuando di questo passo, l’irresponsabile comportamento dell’Amministrazione Minora porterà in pochi mesi Nereto ad essere il fanalino di coda della Val Vibrata, emarginata da ogni rappresentanza ed isolata da ogni scelta. Tutto questo per non offrire la sede a soli dodici mila euro l’anno, mentre altri sono orgogliosi di offrirla gratuitamente e sopportando le spese di ristrutturazione! Ora farsi vedere furiosi o dispiaciuti non ha senso, anzi aggrava la posizione dell’Amministrazione Minora perché ha giocato questa partita con l’arroganza che la contraddistingue e l’ha persa in maniera chiara. Facciano autocritica il Sindaco ed il Vice Sindaco sul loro modo di gestire Nereto. Si rimbocchino le maniche e si diano da fare perché dopo la sede dell’Unione si vedranno sfilare dalle mani anche altri servizi per i quali, nei decenni passati, molti concittadini hanno lottato per averli a Nereto. Gli amministratori del passato si sono distinti per bravura: gli attuali per incapacità.