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Teramo, Mercante torna ad attaccare l’Idv: La replica di Mascitelli? Insipida e inconsistente

Teramo. “Che strano rilevare che fino a qualche settimana fa per Mascitelli ero il suo punto di riferimento e ora sono diventato un distratto. Leggendo la sua insipida ed inconsistente risposta trovo rafforzate le motivazioni che mi hanno indotto a lasciare l’Italia dei Valori”. Riccardo Mercante, ex Idv, attualmente consigliere provinciale indipendente, replica così alla nota inviata sabato dal segretario regionale di partito, Alfonso Mascitelli.

“Mi spiace” commenta “che il segretario, che ringrazio per il rispetto mostrato, non abbia colto il fatto che le risposte non le deve dare al sottoscritto, ma ai suoi elettori ed iscritti che investono la loro fiducia nei principi del partito. Torno a precisare che lo scopo del mio gesto, assunto con dispiacere e forte delusione, è quello di stimolare una seria riflessione interna sull’assenza politica della segreteria provinciale, dovuta al fatto che l’attuale segretario ricopre contemporaneamente ben 4 incarichi e credo non abbia il dono dell’ubiquità: deputato, segretario provinciale, commissario in Puglia e consigliere a Colonnella, oltreché fondatore presidente di una banca. Mi chiedo se non sarebbe anche un bel gesto, sempre sulla scia dei principi dell’Idv, per Mauro Sacco lasciare la sua seconda poltrona di consigliere comunale ad un nuovo ingresso fresco. Lui avrebbe più tempo per fare il consigliere provinciale e un nuovo giovane l’opportunità di iniziare a fare politica. Sono piccoli esempi concreti che oltre a nobilitare chi li pone in essere rappresentano un primo passo non fumoso verso la strada del rinnovamento della classe politica. A Mascitelli dico che avere un bilancio trasparente, cosa non richiestagli perché data per scontata, dovrebbe essere la normalità e non un vanto e che se Di Pietro restituisse ai cittadini i 18 milioni di euro incassati con i rimborsi elettorali darebbe un altro senso, non populista ma improntato alla coerenza, all’iniziativa sull’abolizione del finanziamento pubblico. Questo fornirebbe un notevole impulso alla crescita dell’Idv, consentendo al contempo di alleviargli il dolore per la mia uscita, senza necessità nel futuro di cooptare inquisiti totalmente disinteressati provenienti da altri partiti. Sulle altre pilatesche argomentazioni stendo un velo per il doveroso rispetto dovuto agli amici militanti, ai rappresentanti istituzionali o come li chiama il segretario il mucchio, ma soprattutto ai numerosi giovani che investono con sacrificio e gratuitamente le loro energie negli ideali del partito. Ritengo ingeneroso che vengano danneggiati oltremodo dal prolungarsi di questa querelle, cosi come resta immutato il mio apprezzamento per i meriti acquisiti in questi anni in parlamento dall’on. Antonio Di Pietro e in Regione dal consigliere Carlo Costantini”.