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Roseto, Casa Civica invoca le dimissioni del sindaco Di Girolamo

Dimissioni immediate del sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo. Ad invocarle è il presidente di Casa Civica, Flaviano De Vincentiis, ex assessore ai lavori pubblici dell’allora Giunta Franco Di Bonventura.

Una richiesta che arriva dopo che nei giorni scorsi è venuto a galla il fatto di non aver rispettato, da parte del Pd locale, un accordo che era stato pianificato per l’apparentamento al ballottaggio con le liste che avevano sostenuto Rosaria Ciancaione.

“Per l’ennesima volta il sindaco dimostra la sua inadeguatezza morale a guidare la città”, sostiene De Vincentiis, “confermata anche dalle ultime scelte fatte in tema di bilancio, in totale contraddizione con il programma presentato ai cittadini pochi mesi fa. Le dichiarazioni sull’”accordo segreto” del vero capo della maggioranza che governa Roseto (il riferimento è all’onorevole Tommaso Ginoble ndc), testimoniano il clima dittatoriale che vige nel Pd. Chi guida Roseto oggi non è né il Pd, né Di Girolamo, ma chi si arroga il potere di “destituire” un coordinatore della campagna elettorale di un candidato sindaco, solo perché non sarebbe d’accordo con la sua linea”.

De Vincentiis chiama poi in causa l’assessore alle finanze Antonio Frattari che assieme al fratello Enzo, ricorda il presidente di Casa Civica, si sono sempre spesi per il partito, contribuendo in maniera determinante alle vittorie della “famiglia ” del Pd.

“Il Partito Democratico rosetano non è più un partito”, conclude De Vincentiis, “vive un’anomalia tutta interna in cui non si capisce chi detta la linea, o meglio lo si capisce… ma non è il segretario politico, né di allora né quello attuale. Per quanto hanno affermato pubblicamente sia Simone Tacchetti che Simone Aloisi essi o erano ignari di quello che era accaduto prima del ballottaggio (ed è grave) oppure ne erano pienamente a conoscenza ma lo hanno nascosto al resto del partito e alla città, e cio è ancora più grave. Dobbiamo prendere atto che con tutto il Pd abbiamo un rapporto di rispetto reciproco e di collaborazione, tranne che con quello rosetano e di una parte ben identificata della segreteria provinciale”.