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Nomina D’Alberto all’ufficio ricostruzione, Pomante attacca D’Alfonso e Monticelli.

Teramo. “Si potrebbe far meglio ma alla politica di professione, si sa, far meglio non interessa. L’importante è conservare il potere di gestire la cosa pubblica, anche se tale interesse contrasta con quelli del territorio”.

E’ il commento del consiglio comunale teramano e Coordinatore regionale di Abruzzo Civico, Gianluca Pomante, alla notizia della imminente nomina dell’ingegner Marcello D’Alberto, Responsabile dell’area urbanistica del Comune di Pineto, alla guida dell’ufficio ricostruzione post sisma.

Per Pomante la notizia “lascia obiettivamente perplessi, non tanto per le indiscutibili capacità professionali dell’interessato ma perchè sarebbe l’ennesima dimostrazione della inadeguatezza dell’opera politica dalfonsiana e della pennellata monticelliana, evidentemente incapaci di comprendere l’importanza strategica di quell’ufficio e di individuare le competenze necessarie a guidarlo. Non è un semplice ufficio tecnico: i concetti di analisi del rischio, gestione della qualità, controllo dei processi, comunicazione strategica e relazioni istituzionali, che un qualsiasi manager sa bene essere indispensabili per ‘gestire’ un ufficio di quel tipo, sono evidentemente poco rilevanti per chi governa l’Abruzzo, che ritiene gli aspetti tecnici delle procedure più importanti della loro organizzazione e gestione. Se confermata, tale nomina attesterebbe che questa politica non sa valutare la differenza tra il manager (che organizza e ottimizza il lavoro) e il tecnico (che dovrà semplicemente svolgerlo). L’aveva invece ben compreso il Ministro Barca chiamando un top manager alla guida dell’ufficio speciale della ricostruzione de L’Aquila, e tale circostanza dovrebbe far riflettere. Ancora una volta i nostri politici dimostrerebbero di non avere una visione innovativa e strategica, che possa rilanciare davvero i nostri territori. Ancora una volta si preferirebbe la logica delle appartenenze a quella delle competenze. D’Alfonso e Monticelli metterebbero l’ingegnere a guidare l’aereo e non il pilota”.

Al consigliere comunale di Teramo sorge spontaneo il dubbio che “la torre di controllo, quell’aereo, non voglia farlo decollare ma tenerlo a terra, a disposizione del proprietario e non al servizio dei passeggeri che hanno pagato il biglietto. Sarà interessante, nei prossimi giorni, mettere a confronto i progetti presentati dai candidati e, successivamente, valutare i risultati ottenuti dall’ufficio. Resta l’amarezza dell’ennesimo atto di ostilità nei confronti della città di Teramo. Spaventa la dissolutezza di questa politica, ormai orientata a dividere tra i soliti pur di imperare, con il solo obiettivo di mantenere lo statu quo ante. E viene spontaneo chiedersi se il PD teramano, che si doleva della nomina di un rosetano alla vicepresidenza della provincia (incarico non retribuito e comunque decisamente meno strategico) chinerà nuovamente il capo dinanzi al Capo o, finalmente, inizierà ad alzare la voce”, conclude Pomante.