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Tortoreto, opere anti-alluvione. Pd: le strane priorità dell’amministrazione

Tortoreto. Le priorità in tema di opere anti-alluvione indirizzate da imminenti interventi di natura urbanistica. E’ un sospetto forte quello che alimentano il segretario del Pd, Mauro Di Bonaventura e rappresentanti consiliari dello stesso partito (Rolando Papiri, Mauro Postuma, Nico Carusi e Sandro Porrea) per quanto concerne l’approvazione (prevista questa sera in consiglio comunale) del progetto definitivo dell’adeguamento del Fosso Sant’Egidio. Rispetto a quelle che erano le priorità, non solo evidenziate dallo studio di fattibilità per il riassetto idraulico del territorio dopo l’alluvione del 2007, ma anche visive, il centrodestra avrebbe virato (questo sostiene il Pd), verso un’altra opera, sì importante, ma che nella scaletta delle urgenze avrebbe dovuto avere un altro tipo di considerazione rispetto alla sistemazione idraulica di Fosso Vascello. Il ragionamento utile per elaborare una tesi decisamente critica rispetto alla strategia seguita dall’amministrazione civica, i Democratici lo elaborano illustrando una serie di atti e soprattutto documentazioni, che sono state illustrate questa mattina, in sede di conferenza stampa. “ Nessuno è contrario alle opere anti-alluvione” dicono in coro, “ ci mancherebbe, ma qualcosa non torna. Il primo intervento da fare era quello sul Fosso Vascello, che storicamente presenta le maggiori criticità e che in occasione dell’alluvione del 2007 ha prodotto i maggiori danni. Ora, al contrario, si è data priorità al prolungamento del fosso Bocciodromo e Sant’Egidio. Ebbene, oltre alle perplessità su questa scelta, dubbi nascono anche sul piano progettuale, visto che viene disegnato un canale con una curva che corre parallelo verso il lungomare, per 200 metri, invece di sfociare direttamente al mare”. Soluzioni progettuali si dirà, certo, ma quella che non sembra, agli occhi dell’opposizione, una semplice casualità, riguarda il cosiddetto quartiere delle suore, progetto di natura urbanistica in itinere da tempo e che, fino ad ora, era stata in qualche modo frenata dalla necessità di garantire al nuovo quartiere (ad ovest della statale, dove è prevista la realizzazione di centinaia di appartamenti) la canalizzazione delle acque piovane. La richiesta di attuazione del comparto (ad intervento diretto) è stata nuovamente sollecitata nei mesi scorsi dalla proprietà dell’area, anche alla luce dell’adeguamento idraulico dei due fossi. Ebbene, di recente il commissario delegato per l’alluvione, Pierluigi Caputi, ha chiarito i termini della vicenda con una nota nella quale la soluzione proposta nel caso di specie soddisfa, da un punto di vista tecnico, lo studio di fattibilità per la mitigazione del rischio idrogeologico. “ Viene il forte dubbio che le priorità della messa in sicurezza del territorio” dicono da Pd, “ siano state dettate da questa situazione che non si sbloccava. Con una revisione del piano regolatore in atto, secondo noi, andavano tracciate soluzioni diverse e non quelle di un intervento diretto. Si dirà che per il fosso Vascello servono più soldi che ora non ci sono, ma si poteva programmare un intervento per stralci”.