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Udc teramano diviso su ingresso di Nausica Cameli nella Giunta Mastromauro

Pineto. Acque agitate in casa Udc. C’è stata maretta infatti nel direttivo provinciale del partito che si è svolto ieri sera a Pineto, presso l’hotel Corfù. A confrontarsi, ancora una volta, la posizione filo centrodestra e quella filo centrosinistra, nel corso di una di un incontro durato circa tre ore e “a tratti agitato”, a detta di più di un presente.

Sul tavolo della discussione, come ovvio, il post elezioni ma anche l’ingresso nella giunta giuliese di Nausica Cameli, fatto quest’ultimo che ha dato parecchio da discutere. Invitati ma non presenti il presidente provinciale del partito Enrico Robuffo e il capogruppo in consiglio provinciale Aurelio Tracanna. E pur con il linguaggio felpato della politica, sono stati loro i protagonisti, seppur indiretti, del direttivo, i quali ieri avevano fatto avere alla stampa un comunicato nel quale entrava di prepotenza anche il presidente regionale del partito Rodolfo De Laurentiis. Nel comunicato Tracanna parlava della benedizione da parte del segretario nazionale Lorenzo Cesa, nel corso di un incontro al quale era presente per l’appunto anche De Laurentiis, per l’ingresso nella giunta rosetana di Alessandro Recchiuti e in quella giuliese della Cameli, oltre all’augurio che in provincia di Teramo si prosegua per la costituzione del Terzo Polo. Una presa di posizione che ha fatto storcere il naso a più di una persona, con qualcuno che ha parlato di “golpe”, o tentato tale, nei confronti della segreteria provinciale. E sempre a proposito di comunicazioni, sembra che Dodo Di Sabatino abbia letto una mail di Enrico Di Giuseppantonio nella quale il segretario regionale stigmatizzava il caso Giulianova, per la conclusione del quale si sarebbe dovuto passare dagli organismi provinciali. Se non è guerra, dunque, poco ci manca, con Di Sabatino che nel direttivo si sarebbe detto “stanco” della situazione, e che avrebbe anche ventilato l’ipotesi di sue dimissioni.
Nei prossimi giorni il partito licenzierà il documento finale del direttivo, definito “interlocutorio” da qualcuno, nel quale si dovrebbe stigmatizzare il comportamento di Robuffo per aver scavalcato gli organismi provinciali. “Ad essere criticabile – afferma uno dei presenti nel direttivo di ieri – non è il fatto che ci si sia accordati con il centrosinistra, ma il metodo che è stato seguito”. Prossimo appuntamento nel coordinamento provinciale, dove saranno presenti tutti i protagonisti della vicenda.