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Teramo, revisione dello Statuto: entro luglio le modifiche ai regolamenti

Una commissione Affari generali alquanto movimentata quella di questa mattina in Comune, che ha visto i consiglieri di opposizione esprimere la loro ferma contrarietà alla delibera presentata dal sindaco nella quale veniva chiesta la modifica dei regolamenti comunali con l’inserimento della figura del consigliere delegato.

“Non crediamo affatto che affidare alcune deleghe ai consiglieri sia segno di una debolezza della maggioranza”, ha detto il sindaco Maurizio Brucchi, rispedendo al mittente l’accusa di voler dare in questo modo dei contentini a qualche consigliere della coalizione per avere dei voti in più al bilancio. Seppur contrario alla proposta del consigliere civico Angelo Puglia di creare una commissione ad hoc sulla rivisitazione dei regolamenti, il primo cittadino ha chiesto appoggio all’opposizione nell’avviare il lavoro di modifica, che preveda anche due commissioni a settimana, senza alcun rimborso, per avere entro la fine di luglio le nuove norme da portare in Consiglio.

“E’ sui metodi usati che non siamo affatto d’accordo”, ha ribadito Gianguido D’Alberto, capogruppo del Pd, che ha espresso una ferma contrarietà a questa improvvisa fretta, frutto, a suo dire, di un’idea venuta nel tavolo politico prima dell’individuazione della nuova Giunta.

“Questa urgenza”, continua D’Alberto, “è segno di una crisi politica non ancora chiusa dopo le nomine del nuovo esecutivo e che la maggioranza non ha ancora risolto. I regolamenti sono fermi da cinque anni e questa richiesta appare ora proprio una forzatura. Siamo d’accordo sul fatto che siano necessari delle modifiche, ma chiediamo che venga fatta una revisione complessiva dello Statuto”.

Inoltre per D’Alberto la richiesta dell’introduzione dei consiglieri delegati avrebbe avuto un senso se ci fosse stata una reale riduzione dei membri della Giunta, così come richiesto anche da Teramo soprattutto, che, invece, non c’è stata visto che gli assessori restano sempre otto.

E, c’è da scommettere, le polemiche non finiranno qui.