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Teramo, nuovo manager Asl, il Pd: “Siamo alla frutta”

Teramo. Il nuovo manager della Asl di Teramo può e deve essere nominato entro i termini stabiliti, ossia il 30 novembre. A sei giorni dalla scadenza del contratto di Mario Molinari, il Partito Democratico torna a denunciare e a scongiurare il pericolo di un possibile commissariamento dell’azienda sanitaria teramana. Eventualità, questa, non esclusa stando alle dichiarazioni del segretario alla presidenza della Regione Abruzzo Enrico Mazzarelli, rilasciate nel corso di un incontro con i Comitati provinciali della Salute.

“La Sanità regionale ha già un commissario e addirittura un sub commissario” ha detto il segretario provinciale del Pd Robert Verocchio “oltre ad essere senza assessore. Ora si parla anche di un commissariamento della Asl: bè, siamo alla frutta. Per il centro destra questo è solo un escamotage, perché un eventuale commissario non avrebbe potere decisionale. Intanto, si lasciano morire i presidi di morte naturale, i reparti ospedalieri chiudono e le liste d’attesa si allungano. La nostra provincia non merita un commissario e la Regione deve decidere in fretta”.

Di sanità, tra l’altro, si parlerà il prossimo 27 novembre, quando il Pd si riunirà nell’Assemblea regionale, durante la quale sarà presentato un documento contenente l’analisi delle criticità e le proposte per la Regione.

“Teramo non può non avere il suo direttore generale” aggiunge il consigliere regionale Claudio Ruffini. “La Asl rischia di essere commissariata solo perché la Regione non riesce a decidere”. Eppure gli strumenti ci sarebbero. La Giunta regionale, infatti, ha approvato, con apposita delibera, l’elenco dei “nominabili” selezionati da una Commissione attraverso bando pubblico.

Sono 138 quelli risultati idonei, di cui due sono stati destinati ad altre sedi (Zavattaro alla Asl di Chieti e Di Silveri alla Asl de L’Aquila). Tra questi vi sono 15 residenti nella provincia di Teramo: Lucio Ambrosj, Camillo Antelli, Fernando Cantagalli, Sabatino Casini, Furio Cugnini, Carlo De Sanctis, Franco Di Gaetano, Silvano Di Saverio, Michele Farinacci, Angelo Mincione, Maurizio Monina, Gabriella Palmeri, Valerio Profeta, Vittorio Scuteri e Angelo Cordone. Oltre, naturalmente, all’uscente Mario Molinari.

“La Regione” spiega ancora Ruffini “può nominare attingendo da questo elenco di oltre 130 nominativi, non ci sono ostacoli. Se non, ovviamente, di carattere politico. Sappiamo bene che Chiodi è al momento impegnato con il rimpasto di giunta, ma la regione Abruzzo ha bisogno di un governo della sanità che affronti questioni importanti come la mobilità passiva e le lunghe liste d’attesa. Il governo regionale deve rispondere a queste esigenze. Per una sanità virtuosa e più qualificata”.

Marina Serra