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Teramo, manca il numero legale: Consiglio Comunale rinviato

Teramo. Un Consiglio Comunale lampo quello svoltosi ieri nell’aula consiliare di piazza Orsini. Solo venti minuti, giusto il tempo di accertare la mancanza del numero legale. Consiglio rinviato, dunque, a venerdì 22 ottobre, quando saranno discussi i punti all’ordine del giorno.

Un incidente di percorso” secondo il sindaco Maurizio Brucchi, “sintomo di spaccature interne”, invece, secondo l’opposizione. Sull’argomento torna oggi il consigliere comunale Roberto Canzio, della lista civica Al Centro per Teramo, secondo il quale “la mancanza del numero legale ha dato l’ennesima possibilità alla cittadinanza di comprendere meglio il modo di non far politica da parte dell’opposizione di centrosinistra”.

L’accusa di Canzio è relativa all’uso di alcune frasi rivolte al centrodestra, come “inammissibile mancanza di rispetto delle istituzioni”, “totale inefficacia della maggioranza di fronte a una crisi senza precedenti e che tocca in primis il commercio”, “il centrodestra si dimostri in grado di dare risposte ai teramani, o vada a casa”, “il Partito Democratico ha garantito numerose volte il numero legale”.

Dichiarazioni alle quali il consigliere comunale risponde per mezzo di una nota. “Innanzitutto” scrive “spieghino ai cittadini, i signori del centrosinistra, se quelli che mancano di rispetto alle istituzioni sono coloro che, per dei giustificati motivi, dopo un anno e mezzo non hanno potuto garantire la loro presenza in Consiglio oppure è l’opposizione che, nonostante fosse presente, ha preferito uscire dall’Aula impedendo di fatto il regolare svolgimento dei lavori. Lavori che, tra l’altro, prevedevano anche la trattazione di un ordine del giorno in merito alla questione ICI, presentato dalla stessa minoranza. In secondo luogo, costoro spieghino ai cittadini quali atti ha proposto l’opposizione in merito alla grave crisi economica in atto nel nostra città. A tal proposito, mi preme ricordare che grazie al centrosinistra abbiamo il primato di essere l’unico Comune capoluogo in cui l’opposizione non ha mai chiesto una seduta straordinaria dedicata al tema. Chiariscano lorsignori come hanno risposto alle sollecitazioni del sottoscritto sul medesimo tema in Consiglio e quali sono state le loro posizioni su importanti progetti che si potevano realizzare sul nostro territorio attraverso investimenti per milioni di euro, con conseguente creazione di centinaia di posti di lavoro che avrebbero rilanciato tutto il sistema economico cittadino. E ora si lamentano del fatto che a Teramo non si possa discutere della crisi economica? Il centrosinistra dovrebbe aver compreso che tutti i cittadini italiani, quindi non solo quelli teramani, li hanno mandati a casa proprio perché sono loro che non hanno mai dato le risposte che avevano promesso per decenni, quelle poche volte che abbiamo avuto la sventura di averli al governo di qualcosa. Si ricordi, piuttosto, il PD non solo delle innumerevoli volte che non ha dovuto garantire il numero legale (ossia sempre), ma di tutte le volte che non ha votato provvedimenti per i quali la maggioranza ha accolto e votato i loro emendamenti sugli stessi provvedimenti (ossia sempre)”.