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Discarica Grasciano, chiesti chiarimenti a Catarra e sindaci Cirsu

Teramo. A che punto sono i lavori per la realizzazione della nuova discarica di Grasciano? È questa l’essenza dell’interrogazione che sarà presentata al prossimo Consiglio provinciale (previsto per il 28 settembre) dai consiglieri di minoranza Di Febo, Mercante, Sacco e Nori.

Alla voce dei quattro consiglieri di centrosinistra si aggiunge quella di Emilia Di Matteo, consigliera comunale di Mosciano, che rivolge la stessa domanda anche a tutti i sindaci del Consorzio Cirsu. “In qualità di componenti dell’Assemblea dei Soci della partecipata totalmente pubblica CIRSU S.p.A. – in rappresentanza dei rispettivi Comuni” spiega meglio la Di Matteo in proposito, “sono tenuti a riferire ai propri Consigli comunali e a tutta la cittadinanza sulla effettiva situazione in ordine alla proprietà della nuova discarica. Da più parti si rincorrono voci sul fatto che la proprietà della nuova discarica in parte farebbe capo alla Sogesa Spa, società di servizio partecipata della Cirsu per il 51% e privata per il 49%, ma non si riesce a sapere come sia avvenuto il passaggio di proprietà dalla Cirsu, titolare degli impianti, alla Sogesa che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti”.

Stando, infatti, a quanto riferito dalla Di Matteo, questo passaggio di proprietà, infatti, si sarebbe potuto realizzare esclusivamente con l’assenso dei sei Consigli comunali consorziati e con una procedura ad evidenza pubblica.

“Ci auguriamo che la magistratura che indaga sulla questione rifiuti a Teramo faccia chiarezza anche in questa vicenda” conclude la consigliera, “al fine di consegnare al territorio provinciale e a tutta la cittadinanza coinvolta la verità, la trasparenza e la chiarezza sulla discarica Grasciano 2 e ci consenta di capire se il famoso “Modello Teramo” dell’ex sindaco Gianni Chiodi sia stato esportato oltre che a L’Aquila anche a Notaresco”.