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Teramo, sindacati contro Provincia per nuova società in house

Teramo. La società in house della Provincia di Teramo non è la soluzione per i precari. Lo sostengono le sigle sindacali Fp Cgil, Fp Cisl ed Uil Fpl, che rispondono alle recenti dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal presidente della Provincia di Teramo e dall’assessore al Personale. “Il balletto di numeri apparso sulla stampa” rendono noto in proposito i sindacati “rivela poca conoscenza della realtà dei fatti ed è inaccettabile che certe decisioni vengano apprese solo dagli organismi di stampa, denotando la profonda mancanza di rispetto per i lavoratori e  per le organizzazioni sindacali. È vergognoso, poi, che l’assessore al Personale ironizzi su una questione così importante per i lavoratori”.

Secondo i sindacati, la società in house porterebbe ad esternalizzare una funzione essenziale che, agli occhi delle single sindacali in questione, non può essere esternalizzata. Lo stabilirebbero i pareri dell’Unione Province Italiane e del segretario generale del Ministero della Funzione Pubblica.

“Si legge che la società venga costituita per risolvere il problema dei precari attuali e per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi” continuano Cgil, Cisl e Uil. “Stabilizzare i precari significa risparmiare in termini economici e di competenze già maturate e strutturate. Riguardo all’efficienza e all’efficacia, si ricorda, a titolo di esempio, all’amministrazione che l’eccellenza dei Centri per l’Impiego di Teramo è stata riconosciuta anche a livello nazionale”.

La società, insomma, non produrrebbe nessun risparmio. Al contrario, sulla collettività andrebbero a gravare costi maggiori, perché, spiegano le sigle sindacali, diverrebbe necessario pagare l’IVA sui servizi affidati e perché si applicherebbe un Contratto Collettivo più costoso.

“Vale la pena mettere in campo questa nuova società per non risolvere i problemi che sostengono di avere?” si chiedono, pertanto, i sindacati. “Riguardo al numero elevato dei precari, certamente non imputabile a questa amministrazione, la risposta che però è stata data da quella attuale è la creazione di una nuova schiera fatta di stagisti e tirocinanti. Si ricorda, a tal proposito, che già dal giorno successivo all’insediamento, la Provincia ha stipulato un tempo determinato a 36 mesi quando a quelli storici “concesse” la proroga di soli 6 mesi. E il personale dipendente dell’Ente? Che succederebbe se i servizi venissero esternalizzati? Verrebbero comandati in una società privata?”.

I sindacati comunicano, dunque, l’intenzione di valutare l’avvio della pratica per un’eventuale denuncia per comportamento antisindacale. Contestualmente, metteranno in campo tutte le azioni di contrasto e tutte le forme eclatanti di manifestazioni per evitare la perdita del posto di lavoro dei precari, lo svilimento delle funzioni pubbliche e il detrimento della dignità dei dipendenti.