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Teramo, rendiconto 2014 illegittimo. I 5 Stelle si rivolgono alla Corte dei Conti

Qualcosa non torna nel rendiconto 2014 del Comune di Teramo. A denunciarlo è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Fabio Berardini, che questa mattina in una conferenza stampa, ha annunciato di volersi rivolgere alla Corte dei Conti per far verificare che le procedure utilizzate per la redazione del bilancio siano state legittime. Al centro dell’attenzione del consigliere grillino c’è il riaccertamento dei residui, attivi e passivi, che l’amministrazione ha provveduto ad inserire nelle rendicontazioni, sui quali però pesano alcune incertezze.

“La cosa veramente anomala e dal nostro punto di vista irregolare”, ha spiegato Berardini, “è stata quella di inserire circa 6 milioni di euro tra le entrate del Comune di Teramo in modo da chiudere il Rendiconto 2014 in attivo di circa 19.000 Euro e poi lo stesso giorno dichiarare che questi 6 milioni di euro sono inesistenti e cancellarli definitivamente. Delle due l’una: o questi crediti erano inesistenti anche per il Rendiconto 2014, ed in questo caso il Comune deve dichiarare un disavanzo di 6 milioni di euro, oppure questi crediti esistono e vanno quindi mantenuti anche nell’esercizio 2015”.

Per il consigliere di opposizione, che ha sottolineato come queste situazioni siano il frutto di una “malsana gestione finanziaria degli ultimi 10 anni di amministrazione di centrodestra”, il sindaco Maurizio Brucchi dovrebbe “assumersi le proprie responsabilità e dire che il Comune di Teramo è in sostanziale disavanzo di 6 milioni di euro”.

Secondo Berardini, infatti, la possibilità di spalmare il disavanzo dell’amministrazione nei prossimi 30 anni si è potuta ipotizzare solo presentando un bilancio in attivo sulla carta, grazie ai vecchi crediti, alcuni dei quali risalenti anche al 1996, non più esigibili.

“Questo modo di amministrare”, ha continuato il consigliere, “ha consentito alle amministrazioni che si sono succedute finora di spendere soldi che il Comune sapeva già di non poter incassare, innescando l’inevitabile procedura di anticipazione di cassa che è diventata oramai sistemica. E, se questo modo di redigere il Rendiconto 2014 verrà ritenuto illegittimo dalla Corte dei Conti, potrebbe venire intaccato anche il Patto di Stabilità che, se violato, comporterebbe tra le altre cose anche il taglio del 30% delle indennità di funzione di sindaco ed assessori”.

Berardini, inoltre, torna a ribadire la necessità di riorganizzare tutta la struttura amministrativa, approvando anche le proposte del Movimento 5 Stelle che chiede di destinare delle risorse alla promozione del turismo e del commercio e prevedendo delle misure economiche per venire incontro alle famiglie in difficoltà.