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Giulianova, Rifondazione Comunistra contro la vendita della Julia Servizi: ‘solidarietà ai dipendenti’

Giulianova. In merito alla questione dello sciopero degli otto dipendenti della Julia Servizi, la società partecipata del Comune di Giulianova che potrebbe essere messa in vendita, il Partito della Rifondazione Comunista di Giulianova esprime piena “solidarietà ai lavoratori e totale contrarietà alla paventata svendita della società. Inoltre, visto che è stato riesumato il nome del commissario speciale Carlo Cottarelli (Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica), occorrerebbe ricordare al signor Sindaco che, poco più di 6 mesi fa, la società oggetto di questa nostra attenzione superava l’esame del commissario alla spending review, collocandosi, nella lista delle partecipate italiane, nelle zone alte, avendo conseguito un Indice di redditività del capitale proprio pari al 32,91%”.

La sinistra giuliese lo ricorda al sindaco “proprio attraverso le sue parole, parole dense di orgoglio all’indomani della notizia dell’eccellente risultato ottenuto dalle sue ‘creature’: ‘Ho sempre detto che, contrariamente ai furibondi attacchi delle opposizioni, le nostre partecipate sono una risorsa preziosa per il Comune. Ora abbiamo la conferma. Nonostante questo, dubito che i critic-boys, cioè la sparuta pattuglia dei critici a oltranza in servizio permanente a Giulianova, possano almeno una sola volta, riporre il veleno nelle ampolle’. D’altra parte, da tempo, sin dalla sua fondazione, ampolle avvelenate popolano le sedi del Partito Democratico, giuliese e non solo. Ma ancor più importante è da ricordare che il popolo italiano nel 2011 si è espresso con referendum contro la privatizzazione forzata dei servizi pubblici compresi quelli a rilevanza economica. Se a Renzi fa difetto lo spirito democratico è compito anche degli Enti locali opporsi e dare seguito alla volontà popolare”.

Il Partito della Rifondazione Comunista, si mobilita e si mette a disposizione per la difesa dei beni pubblici: “possiamo lottare e vincere democraticamente un’altra battaglia come per la farmacia comunale, promuovendo un comitato di cittadini, di movimenti, e associazioni, affinché si possa
sventare la vendita di un bene che appartiene a tutti i cittadini Giuliesi.