Pd+Chieti%3A+%26%238216%3BBisogna+fermare+l%26%238217%3Bemorragia+del+lavoro+femminile%26%238217%3B
abruzzocityrumorsit
/politica/politica-chieti/pd-chieti-bisogna-fermare-lemorragia-del-lavoro-femminile.html/amp/

Pd Chieti: ‘Bisogna fermare l’emorragia del lavoro femminile’

“La Regione faccia la sua parte”

Chieti. “La situazione delle donne e la condizione delle famiglie in genere è molto peggiorata a causa della crisi sanitaria in corso. Solo nel mese di Dicembre, su 101 mila posti di lavoro persi ben 99 mila sono di donne, con particolare riferimento alle lavoratrici autonome e alle precarie. In Abruzzo la situazione è anche peggiore. Nel terzo trimestre 2020 siamo l’ottava Regione nella triste graduatoria del calo dell’occupazione femminile rispetto al 2019.

L’occupazione femminile è franata su un sistema di welfare debole e fragile. Per questo vogliamo unirci all’appello delle donne democratiche nella richiesta di maggiori risorse per gli strumenti di conciliazione previsti nel prossimo decreto ristori (bonus baby sitter e congedi parentali). È necessario, infatti, allargare ulteriormente la platea dei beneficiari, innalzando l’età dei figli almeno fino a 16 anni. Anche la Regione Abruzzo deve fare molto di più con il proprio bilancio, con un approccio complementare, sostenendo tutto il sistema dei servizi educativi per l’infanzia, compresi ludoteche e associazioni, che fanno un importantissimo servizio per la comunità e vivono anche un momento di grande sofferenza economica. Bisogna favorire l’incontro fra domanda e offerta, avvicinando il modello abruzzese a quello delle Regioni del centro-nord. Dobbiamo non farci trovare impreparati e iniziare a programmare la riapertura dei Centri Estivi, che nella passata estate sono stati luoghi sicuri per la conciliazione fra vita lavorativa e familiare. Su questo siamo certi che anche i Comuni faranno la loro parte. È inoltre fondamentale che gli strumenti siano attivabili anche per le donne e le famiglie che lavorano in smart working, almeno con figli fino a 12 anni. È infatti assolutamente inesatto dire che le forme di lavoro flessibile, in piena pandemia, siano strumenti di conciliazione. Lo saranno quando si tornerà alla normalità e andranno assolutamente valorizzati quando finalmente questo Paese potrà avere un sistema di welfare adeguato e moderno. Ora lo smart working, con le scuole chiuse e i figli a casa, è semplicemente misura di contenimento del virus e le donne che lavorano in casa vanno assolutamente alleggerite.

Ora, infine, è importante che la politica abbia uno sguardo al futuro e alle risorse del Recovery, che saranno fondamentali anche per la costruzione di un nuovo sistema di welfare. I tempi dell’Europa richiedono un lavoro rapido che sia in grado di arrivare in tempi strettissimi ad un buon livello di progettazione esecutiva, che possa far ripartire con slancio l’occupazione femminile. Di fronte a risposte parziali, le donne, sopraffatte da un carico familiare e lavorativo insopportabile, continueranno a rinunciare al lavoro e questa emorragia non si fermerà”. Si legge così in una nota di Chiara Zappalorto, vicesegretario regionale Pd, Francesca Buttari, Vice Segretario Provincia Chieti Pd, e Marta Rapa, Portavoce della Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Chieti.