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Guardiagrele il bene in comune: ‘Di Prinzio chiude i conti 2020 in rosso. Giunta inadeguata di fronte alle difficoltà’

Guardiagrele. “Tanto tuonò che piovve”. Così il gruppo “Guardiagrele il bene in comune” prende atto di una decisione praticamente annunciata, quella della delibera di un disvanzo di 3 milioni di euro.

“Il dissenso tra l’Ufficio e l’amministrazione – sottolinea una nota del gruppo – annunciava qualcosa di spiacevole e oggi, atti alla mano, ne abbiamo la conferma”.

“Si tratta di una decisione che denota una sostanziale resa di fronte alle difficoltà di un bilancio che era in via di risanamento e, soprattutto, una volontà politica di gestire i prossimi esercizi rimandando la palla a presunte responsabilità di altri.

Non possiamo non dirci preoccupati – sottolinea la capogruppo Marilena Primavera –. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che è possibile assicurare una gestione ordinaria pur tra le difficoltà di bilancio tagliando spese inutili, portando avanti azioni di recupero, cercando fondi per finanziare opere a costo zero.

All’inizio del nostro mandato tra crediti non riscossi, recuperi affidati a Soget, tributi non pagati e previsioni non coerenti avevamo una massa di oltre 3 milioni da ripianare.

Anziché portare i libri in tribunale, ci siamo messi sotto e abbiamo lavorato evitando dissesti e commissariamenti.

Abbiamo scartato la strada più semplice – ricorda l’ex sindaco Simone Dal Pozzo – e abbiamo lavorato faticosamente ogni anno.

Avevamo un ultimo tratto di strada da percorrere, ma oggi, di fronte a questa situazione, non possiamo non sottolineare la assoluta incongruenza di alcune decisioni.

Si parla – sottolinea Primavera – di residui cancellati perché non supportati da atti, quando invece, soprattutto negli ultimi anni, ci sono stati accertamenti formali di ciò che si doveva incassare oltre che di ogni entrata e perfino dei trasferimenti.

Inoltre, con riguardo alla addizionale IRPEF, ci troviamo di fronte alla cancellazione di residui per anni interi come se per quegli esercizi non vi fosse stata alcuna riscossione.

A questo proposito – ricorda – va sottolineato non solo che la previsione è stata allineata rispetto a quanto avevamo ereditato dalla precedente gestione che aveva lo stesso assessore di oggi, ma anche che si è purtroppo portata avanti la prassi di imputare le entrate alle annualità meno recenti.

Non è pensabile chiudere con accertamenti di residui fatti su questi presupposti.

Ci troviamo di fronte ad atti costruiti su premesse errate e su scelte che sono addirittura fonte di responsabilità come quella di cancellare possibili entrate, per altro recenti, senza avere aver avviato nessuna azione per il loro recupero.

Noi – ricorda ancora Primavera – ci siamo anche fatti carico di avviare una azione contro il nostro concessionario Soget che, a fronte di un saldo di circa 800mila euro, non ha posto in essere alcuna iniziativa per avere queste somme. Cosa ne è stato di questa iniziativa legale?

Vediamo, purtroppo, una risposta inadeguata di fronte a situazioni assolutamente non chiare e – aggiunge la consigliera Ambra dell’Arciprete – premessa di azioni e decisioni che probabilmente peseranno sui cittadini per via di tariffe che certamente non potranno diminuire.

C’è una evidente differenza – chiude Dell’Arciprete – tra chi lascia nelle casse del comune investimenti per circa 20 milioni di euro e chi, invece, decide di fare un disavanzo che tutti dovremo pagare e lascia quanto meno perplessi il ribaltamento della situazione a cui abbiamo assistito in appena due mesi.

Con il bilancio di previsione 2021– chiude Marilena Primavera – la giunta Di Prinzio aveva preventivato anche un sostanziale equilibrio dei conti 2020 e oggi, dopo una polemica uscita di scena del precedente responsabile della Ragioneria, ci troviamo di fronte a questa situazione.

Anche le nuove assunzioni, che hanno determinato un aumento di spesa, sono state possibili solo perchè i conti erano in ordine, come è stato certificato dagli uffici”.

Il gruppo consiliare porterà queste osservazioni nel consiglio comunale che sarà chiamato ad approvare il rendiconto.

“Entro fine mese – conclude la nota – sarà convocato il consiglio dopo che la giunta si è vista costretta ad adottare il rendiconto in fretta e furia a seguito della diffida del prefetto.

Il mancato rispetto dei termini, infatti, ha esposto Di Prinzio e la sua giunta alla minaccia di scioglimento del Consiglio e di ritorno alle urne e magari anche la fretta è stata una pessima consigliera”.