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Chieti, Dea di Secondo Livello: interviene Di Stefano

Chieti. “Ora più che mai Chieti, ed in particolare la sanità teatina, hanno bisogno di un sindaco forte, competente, e che tenga a cuore solo gli interessi della città.

L’incomprensibile uscita del Dottor Albani e la contestuale uscita della CGIL funzione pubblica di Chieti, che consiglia ai teatini di “mettere da parte il campanilismo e farsi protagonista di una azione che coinvolga Pescara per realizzare insieme un ospedale DEA DI SECONDO LIVELLO” sono più di un campanello d’allarme. C’è qualcuno che prefigura un solo DEA di secondo livello nella città adriatica.

Se lo tolgano dalla testa, non consentiremo in nessun modo questo scippo.

Questo perverso disegno sottende quindi allo slittamento a Pescara sia della Cardiologia, sia dell’intera facoltà di Medicina.

Cardiochirurgia e Medicina sono, e devono restare a Chieti, ed è su questo, ma non solo su questo, che si fonda la mia legittima richiesta di rispedire al mittente (Ferrara e i suoi amici) l’assurda proposta della CGIL, formazione ampiamente rappresentata dagli eletti nella liste di Ferrara, di non puntare ad avere su Chieti nemmeno in condivisione il DEA di secondo livello.

Faremo su questo le barricate, ancor più da sindaco; così come unico rappresentante istituzionale della città di Chieti, partecipai con orgoglio nel 2011 alla marcia promossa dal comitato cittadino contrario alla legge Monti sull’accorpamento delle province, e la definizione di capoluogo alla città di Pescara,

Come allora anteposi l’interesse della città all’ordine di Partito, e fui il solo Senatore a partecipare, nonostante la presenza di un altro parlamentare in città, ancor più oggi sarò in prima fila a rivendicare un sacrosanto diritto per la città di Chieti, ed in particolar modo per il suo ospedale.

Ci attendiamo una pronta smentita della CGIL, e delle sue espressioni impegnate in campagna elettorale contro di me a Chieti”. Lo afferma in una nota il candidato sindaco di Chieti, Fabrizio Di Stefano.