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Asl Chieti, Taglieri: ‘Macchinari obsoleti e zero programmazione’

“Sanità pubblica abbandonata da giunta e azienda ospedaliera”

Chieti. “La situazione delle apparecchiature mediche nella Asl 02 è inaccettabile. Dalla risposta di oggi dell’Assessore Verì a una mia interpellanza datata 2019, abbiamo avuto una conferma dell’inerzia che va avanti nei fatti da anni. Le sostituzioni e gli acquisti sono stati totalmente insufficienti e sostanzialmente fermi. Eppure era stato lo stesso manager Thomas Schael, sempre nel 2019, a dichiarare che dei 18mila elettromedicali in dotazione alla Asl, il 75% avesse più di 9 anni mentre andrebbero sostituiti ogni 5-7 anni. Emerge così che, in oltre due anni di centrodestra alla guida della sanità abruzzese, niente è ancora realmente cambiato, tanto che l’Assessore si è limitata a fare un elenco di appena sei strumentazioni acquistate, spesso inadeguate alle esigenze. Una cifra totalmente inaccettabile rispetto al contesto che viviamo”.

Lo afferma il Consigliere regionale M5S Francesco Taglieri a margine della discussione di un’interpellanza discussa nel corso della seduta di Consiglio. Spiega ancora Taglieri: “La Tac acquistata per l’Ospedale Renzetti di Lanciano è la rappresentazione perfetta dell’improvvisazione che guida la sanità nella provincia di Chieti. Dopo anni di richieste e di denunce, è stato alla fine acquistato per 200mila euro un macchinario dismesso dalla Francia datato 2016, quindi di fatto già da cambiare. Ma ancora più grave è pensare che con soli 15mila euro in più avremmo potuto comprare una Tac nuova ed efficiente”.

“Purtroppo le problematiche dei macchinari non sono le uniche cose che bloccano la Asl 02. Anche la carenza di personale incide inevitabilmente sull’offerta sanitaria per i cittadini. In mancanza di assunzioni, si costringono operatori sanitari a turni massacranti, e mentre si continuano a ringraziare a parole per il loro lavoro, non si fa niente per fare nuove assunzioni. Infatti, sempre al Renzetti, due medici radiologi sono stati trasferiti a Pescara senza essere sostituiti, rendendo di fatto complicato sfruttare appieno quei pochi e obsoleti apparecchi elettromedicali presenti nella struttura”.

“Macchinari inadeguati, liste d’attesa che aumentano, servizi non erogati come nel caso della risonanza addome, attualmente non prenotabile in mancanza di una bobina da 17mila euro: una impreparazione e improvvisazione totale che spinge gli utenti dal privato e lascia a pezzi la sanità regionale pubblica. E tutto questo, dopo tre anni di governo di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, non ha alcuna giustificazione accettabile”, conclude.