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Pescara, degrado e richiesta esercito: D’Agresta replica a Foschi

Pescara. Dura replica di Francesco D’Agresta, segretario provinciale di Articolo Uno, ad Armando Foschi, dell’associazione Pescara mi piace, che di recente ha fatto richiesta al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di inviare alcune unità dell’esercito in città.

“Personalmente, trovo tale missiva delirante”, afferma D’Agresta, che ne cita alcuni passaggi:

“Certo, fa un po’ ridere leggere che Pescara debba ‘rialzare la testa e a tornare a essere la città sicura, bella, piacevole, vivibile che era sino a quattro anni e mezzo fa’; esattamente quattro anni e mezzo fa: quando fino al giorno prima delle elezioni e della vittoria del centro-sinistra, nel fiume scorrevano latte e miele, la natura offriva i propri frutti rigogliosi ai cittadini di buona volontà, non esisteva il crimine ed era natale due volte l’anno”.

“Dispiace vedere accostati nella stessa lettera gravi fatti di cronaca, ovviamente imputati alla ‘inerzia del Comune’, a passaggi davvero esilaranti:  una città ‘dov’è ormai difficile trovare gente a spasso già dal tardo pomeriggio’; ‘senzatetto che ogni giorno, armati di cartoni o giacigli di fortuna, preparano il proprio letto per la notte sotto i portici, creando inevitabilmente, una situazione di insicurezza generale’. Una serie di luoghi comuni imbarazzanti, che farebbe ridere se non trattasse di argomenti seri e tragici usati strumentalmente”.

“Ribadisco che nessun fenomeno di degrado può essere combattuto con l’esercito: dove funzionerebbe sarebbe solo un intervento di facciata, si tratterebbe di nascondere la polvere sotto il tappeto”.

“I reati si combattono con la prevenzione e le azioni giudiziarie; lo sfruttamento della prostituzione si combatte con azioni di polizia contro la rete dello sfruttamento; i senza tetto si aiutano, non si combattono, con i servizi sociali e con la lotta alla povertà (ma il Governo non l’aveva abolita?) non con l’esercito. Il cosiddetto ‘degrado’ si combatte con i finanziamenti che questo Governo continua a tagliare agli enti locali”.

“Visto che si è scritto al ministro Salvini, si sarebbe potuto approfittarne per chiedere indietro i 49 milioni di euro truffati da noti esponenti della Lega ai cittadini italiani o i fondi per le periferie sottratti dal Governo Lega-5 Stelle, questi sì utili per seri progetti di integrazione e riqualificazione delle nostre città”.