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Fondi Pnrr: “Difformità e ombre sui progetti del comune di Pescara”

Pescara. “Il Comune di Pescara rischia di fallire su molti progetti del PNRR”: a lanciare l’allarme è il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli.

“Dalla lettura della documentazione pubblicata”, riferisce. “si evince infatti il serio rischio di perdere parte delle risorse, incorrere nella revoca di un finanziamento e dover sopperire con fondi propri a lavori eseguiti. Tutto questo a causa di alcune illegittimità che abbiamo rilevato e che contrastano con la convenzione sottoscritta con il Ministero degli Interni. Condotte ambigue riassumibili in progetti che appaiono e scompaiono, progettisti che nel giro di due giorni realizzano progetti diversi rispetto a quelli per cui sono stati designati, lavori omogenei che vengono frazionati, affidati in maniera diretta e pagati con fondi PNRR pur essendo parte di un progetto non approvato dal Ministero degli Interni, e infine il venir meno di alcune condizioni necessarie per il finanziamento nell’ambito del PNRR”.

Nel corso di una conferenza stampa con il gruppo consiliare Pd, Blasioli ha parlato nel dettaglio di un progetto finanziato nell’ambito del bando Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, per cui il Comune di Pescara ha ottenuto un finanziamento di 20 milioni di euro: “Tra i vari progetti figura la riqualificazione del lungomare nord e sud per un importo pari a 2 milioni”, ha detto il Dem, ” ma per essere ammessa al finanziamento, in base alle previsioni dell’avviso, l’opera pubblica doveva essere inclusa nella programmazione annuale e triennale del Comune di Pescara. Non a caso la Giunta Comunale ha approvato lo studio di fattibilità e l’ha inserita nel Piano triennale”.

La stessa Giunta comunale ha approvato l’atto d’obbligo connesso al finanziamento, “che –  spiega ancora Blasioli – prevede alcuni obblighi per il Comune, ma soprattutto la piena attuazione del progetto così come finanziato, salvo una modifica progettuale che avrebbe dovuto essere autorizzata in maniera formale dal Ministero degli Interni”.

 Blasioli sostiene che, solo 2 giorni dopo l’affidamento della progettazione a 2 architetti, per un importo di 144mila euro, il 6 maggio, cioè “gli stessi progettisti consegnano già un progetto definitivo al Comune di Pescara, che viene approvato in Giunta. Tuttavia, nell’esaminare il progetto approvato dalla Giunta, si scopre che questo è del tutto stravolto, sia rispetto allo studio di fattibilità che ha determinato il finanziamento, sia rispetto all’oggetto dell’incarico dato ai professionisti, apparentemente senza alcuna indicazione o atto da parte del Comune, tra l’altro in tempistiche a dir poco risicate”.

Di seguito l’analisi dettagliata riferita dall’ex vice sindaco:

– Al posto dei 600 metri inizialmente previsti per il lungomare nord, che comprendevano il tratto compreso tra Piazza Primo Maggio e Via Galilei e quello tra Via Manzoni e la Madonnina, vengono invece inseriti 1400 metri compresi tra la Rotonda Paolucci e le Naiadi, lungo i quali sono previste opere di sistemazione del verde, il completamento della rotonda Le Naiadi, dei marciapiedi e di nuovi tratti di pista ciclabile con il ricongiungimento alla viabilità ciclabile esistente;

– Anche il tratto del lungomare sud subisce delle modifiche sostanziali. In luogo degli iniziali 800 metri compresi tra Piazza Le Laudi e l’incrocio con Via Celommi, viene approvato un progetto ben più ampio: 1550 metri che vanno da via De Nardis e via Celommi;

– Viene inoltre creato un ulteriore intervento, per 1600 metri, tra Piazza Primo Maggio e Rotonda Paolucci, esclusivamente per “lavori urgenti” di sistemazione del verde pubblico (intervento 2);

– Viene inserita la realizzazione di uno scivolo per disabili alla spiaggia libera nei pressi del Fosso Vallelunga e della pavimentazione dell’area ex-Enaip.

“Nella delibera non si esplicita né chi abbia richiesto ai progettisti questi accorgimenti, né se questa modifica sia stata accettata dal Ministero”, aggiunge Blasioli, adducendo anche altri dubbi circa la suddivisione del lavoro previsto sulla riviera nord in più interventi, tutti esclusi dal progetto inizialmente finanziato, con l’affidamento della manutenzione del verde in tre sub-interventi.

“Ad oggi non sappiamo se il Ministero degli Interni abbia o meno effettuato dei controlli, ma di certo possiamo affermare, carte alla mano, che con i fondi PNRR sono stati pagati lavori e progetti, difformi da quelli finanziati, e solo successivamente all’esecuzione di queste opere il Comune ha informato il Ministero della variazione del progetto, che non li ha ancora autorizzati formalmente. La mole di anomalie, artifici e zone d’ombra, rinvenuta in questi atti approvati dalla Giunta comunale, rischiano di compromettere l’erogazione complessiva delle risorse accordate e accendono nuovamente i riflettori su di un settore che, per precisi input politici, piega regole e norme al volere della Giunta comunale. Per questo intendiamo presentare un’interrogazione, al pari di quanto fatto per il cantiere infinito di viale Marconi”, conclude il consigliere regionale.