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Pescara, Alessandrini: priorità alle finanze sane. L’agenda del nuovo sindaco

Pescara. Maniche di camicia corciate sopra i gomiti, faccia sbattuta e occhi appesantiti dalle uniche due ore di sonno viste nella notte della vittoria. Iphone completamente scarico, dopo le decine e decine di telefonate ricevute.

“Il primo a chiamarmi è stato il mio collega e amico sindaco Giuliano Pisapia (Milano, Ndr.) per i suoi auguri non di rito, un rapporto personale da trasformare ora in istituzionale”. Questo è il neo sindaco Marco Alessandrini nella sua prima conferenza stampa dopo l’elezione, convocata per analizzare l’andamento del voto e per gettare le basi della sua prima consiliatura. Prima di affrontare i giornalisti, però, il primo cittadino ha compiuto un “passaggio intenso al cimitero, per salutare i miei cari”, e non si esime dal far trapelare tra quelle parole il desiderio à di trarre forza morale dal Giudice caduto nel corso della sua opera di giustizia.

Passate le emozioni, “finita la festa bisogna tornare in classe”: dopo la schiacciante vittoria contro Mascia, arriva il primo fuoco incrociato di domande da parte dei giornalisti. Le prime, appunto, parlano sui numeri dei voti: “Rispetto ai 29.797 del 25 maggio, ce ne sono 29.699 del ballottaggio che mi hanno votato al ballottaggio”, ha riferito Alessandrini, “c’è dunque uno zoccolo duro di fedelissimi a cui va il mio ringraziamento. Analoga tenuta non c’è stata sul fronte altrui”, ha rimarcato, sottolineando che ad Albore Mascia sono mancati circa 8 mila voti che sarebbero dovuti arrivare dall’appoggio di Testa. E quella spaccatura, quella tra Forza Italia e Ncd, per il vincitore “è stato un vantaggio capace di sgombrare il campo anche dagli scetticismi di inizio campagna elettorale”. A proposito del rivale battuto: “L’ho incontrato stamani in Comune, ha raccontato il vincente, “abbiamo avuto un’intervista insieme mentre preparava bagagli e scatoloni per lasciare il Palazzo”. E sempre al Municipio l’incontro con Federica Sabatini, la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle: “Una persona squisitissima”, secondo Alessandrini, “ci confronteremo presto. Da entrambi mi aspetto magari anche una doppia opposizione, ma almeno i Pentastellati”, sostiene il democratico, “sanno appoggiare le idee buone e concrete e spero si possa andare oltre lo sterile scontro tra Guelfi e Ghibellini e verso un confronto franco”.

Quindi l’agenda e le priorità. In attesa della proclamazione, che dovrebbe avvenire tra venerdì e lunedì prossimi (entro i 10 giorni successivi, quindi, il primo consiglio comunale), già oggi pomeriggio Alessandrini vuole incontrare i Revisori dei conti del Comune per saggiare lo stato delle finanze dell’Ente: “Questa la mia priorità assoluta”, ha affermato, “ho presentato da mesi un’interrogazione alla quale l’amministrazione uscente non ha mai dato risposto: voglio vedere in che condizioni sono le casse del Comune ed eventualmente risanarle”. La situazione economica, dunque, è la preoccupazione primaria del neo-sindaco, e se ci fosse il caso di ripianarla non si esiterà a ricorre all’austerity. Se gli si chiede, però, se “la sinistra aumenterà le tasse”, Alessandrini risponde: “Si ricorrerà al rigore se necessario, ma voglio innanzitutto lavorare con i sindaci dell’area metropolitana vasta per una gestione dei servizi pubblici oltre i confini comunali, di modo da efficientare i costi”. E per questo ha già sentito telefonicamente il neo-eletto montesilvanese Maragno e il sindaco di Spoltore Di Lorito.

Poi i gesti simbolici: “Togliere i tornelli dagli edifici comunali e pulire, insieme ai cittadini volenterosi, la Riserva dannunziana dai tanti rifiuti presenti”. Mentre già domani Alessandrini potrebbe essere a Milano per l’inaugurazione di una targa in memoria del comandante della Brigata Majella Ettore Troilo: “Un atto per rinsaldare i rapporti tra il pescarese e il nord Italia”, ha rivelato il nuovo sindaco.

I TEMI CALDI

Si prepara, fin da subito, a schivare le domande più ficcanti: per difendersi, Alessandrini la butta sul “avremo tempo per parlarne”, ricicla la filosofia della “discussione condivisa” e il concetto di “ampiezza”, sia che si parli di compartecipazione con le realtà cittadine, sia che si intenda la fruizione di questa o quell’area. Della filovia dice che si dovranno affrontare i nodi del fondo stradale poco resistente, delle barriere architettoniche e dell’alto impatto del mezzo; l’area di risulta la vede come un luogo da ripensare, senza scartare ipotesi di “parcheggi a silos arricchiti da boschi verticali, imprescindibili dalla partecipazione privata per la realizzazione”. Il Piano traffico è da rivedere complessivamente “per superare una gestione sperimentale improvvisata vista negli ultimi cinque anni” e la riviera chiusa d’estate è un’idea su cui lavorare ma ha bisogno di uno sfogo alternativo per il traffico veicolare. E risposte più approfondite su corso Vittorio pedonale non arrivano se non oltre il: “Bisogna metterci mano complessivamente”. “Bisogna attenersi a ciò che dice il Tar e che dirà eventualmente poi il Consiglio di Stato”, precisa Alessandrini, “la viabilità alternativa che passa nell’area di risulta viola il Piano regolatore generale. Occorrerebbe, quindi, ripristinare la viabilità su corso Vittorio, ma l’opera costruita dimezza la carreggiata e abbatterla andrebbe contro l’economia e il buon senso”. Per cui, per tutto, proposte precise e immediate non ce ne sono, “ma ci confronteremo con degli esperti”, conclude il sindaco fresco di vittoria.

Prima degli esperti, però, dovrà confrontarsi con la coalizione di centro-sinistra per la composizione della Giunta: con le nuove norme sulla parità di genere, di nove assessori saranno 4 le donne. Sempre ammesso che l’Avvocato non decida di fare addirittura un Esecutivo a maggioranza rosa.

Daniele Galli