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Emergenza carcere a Sulmona: Melilla chiede l’intervento del ministro

Sulmona. Nel carcere di massima sicurezza di Sulmona le emergenze ormai si accavallano: si va dagli imminenti lavori di ampliamento della struttura con un nuovo padiglione in grado di ospitare altri 200 detenuti, alle estenuanti situazioni in cui sono costretti a lavorare gli operatori che chiedono le ferie e tutti gli altri diritti soggettivi: riposi e recupero ore, ma anche docce all’interno delle celle detentive, automatizzazione di tutti i cancelli, apparato di videosorveglianza innovativo con sale di regia da implementare.

Chiedono, come da contratto, di non effettuare lo straordinario o il recupero delle ore attraverso riposi compensativi.

Diecimila mila ore di ferie maturate da 240 agenti sulmonesi nel 2012.

Del caso si sta interessando il deputato di Sel Gianni Melilla che ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia. In particolare, il parlamentare chiede al titolare del dicastero di via Arenula “se non intenda prendere iniziative per superare rapidamente questa situazione di emergenza e prevedere un incontro con le parti sociali per definire misure straordinarie di riorganizzazione della struttura carceraria e di copertura del fabbisogno di personale penitenziario”.
La polizia penitenziaria, tramite le proprie associazioni di categoria, chiede, da tempo, la ridefinizione della pianta organica dell’istituto affinchè si ristabiliscano le 328 unità previste nel decreto ministeriale del 2001 rispetto agli attuali 240 agenti impiegati nel penitenziario peligno.

La polizia penitenziaria chiede almeno 30 nuovi agenti ed assistenti nella struttura sulmonese per coprire l’attuale emergenza e poi altri 60 agenti attraverso l’implementazione. 

“Nel carcere di Sulmona, il più grande d’Abruzzo, che dovrebbe ospitare 306 detenuti – ricorda Melilla – ve ne sono 471, cioè ben 167 detenuti in più con un livello intollerabile delle condizioni di vita e di sicurezza dei detenuti e del personale penitenziario. Nell’ultimo anno vi sono stati 4 tentativi di suicidio e 12 casi gravi di autolesionismo tra i detenuti, negli ultimi 10 anni ci sono stati ben 13 casi di suicidio, al punto tale – commenta infine Gianni Melilla – che questo carcere è diventato tristemente famoso a livello nazionale e internazionale”.