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Sergio Montanaro su sub ambito rifiuti provinciale di Chieti

Casalincontrada. Lo scorso 13 febbraio a Lanciano si sono riuniti i rappresentanti dei 104 comuni della Provincia di Chieti ed i rappresentanti degli enti che gestiscono il ciclo dei rifiuti urbani.

“Per la verità – rimarca il rappresentante di Casale Futuro, Sergio Montanaro – per quanto riportato dalle cronache, i rappresentanti dei comuni erano solo 22. e questa la dice molto sull’attenzione che viene effettivamente data alla gestione del ciclo dei rifiuti da molti dei sindaci e da parte di molti attori della politica non solo provinciale. Al di là delle frasi di circostanza per spiegare le motivazioni che sarebbero alla base della necessità di costituire una mega azienda partecipata dal respiro provinciale, salta all’occhio, leggendo la convocazione ricevuta dai sindaci, l’identikit già tratteggiato per la forma aziendale. L’identikit appare sovrapponibile, in versione attualizzata, a quello che già ben conosciamo dell’Aca. Modello che per l’uso che ne ha fatto la politica è stato elevato ad emblema dei carrozzoni politicizzati. È stato costituito un tavolo tecnico per formulare una proposta al commissario Agir ed “individuare” le modalità e la possibilità di fondere i tre consorzi (Ecolan, Civeta e Consorzio Comprensoriale del Chietino). I problemi sono tanti. Il primo quello del forte indebitamento. Le ovvie domande sono: chi paga i debiti pregressi? I comuni? Chi li ha generati e perchè? Oltretutto è possibile che chi li ha generati sia addirittura tra coloro che dovrebbero trovare una soluzione tecnica ed operativa alla questione? Il secondo quello della mancanza di impiantistica adeguata e conforme agli impegni assunti e mai assolti nonostante i tanti investimenti in denaro pubblico. La ricerca di una soluzione tecnico/operativa non attiene alla politica e ancor meno a questa politica responsabile dei danni che ha già creato, dimostrando senza temere smentita i propri limiti negativi e la propria incompetenza. Alla politica attiene la creazione delle condizioni per le quali i tecnici liberamente possano dare soluzioni valide e concrete, oltre che sostenibili. Alla politica attiene la redazione di linee di indirizzo politico descrivendo le modalità e gli obiettivi da raggiungere. Alla politica attiene la creazione di una centrale unica per gli appalti che è la condizione fondamentale per la redazione di un capitolato e la pubblicazione di bandi di gara. Alla politica attiene l’esercizio del controllo e verifica che è la parte essenziale che sinora, stando alle cronache, ai fatti ed ai risultati, non è stata esercitata per nulla o in maniera assolutamente inadeguata e insufficiente dimostrando l’assoluta assenza ed inadeguatezza di molti dei politici che di ciò si sono occupati. È verosimile che siamo di fronte alla riproposizione dell’ennesimo probabile carrozzone. Questa volta però, essendoci diversi precedenti noti a tutti, i risultati appaiono già scontati, ancor più perchè molti dei soggetti sono gli stessi che hanno generato quanto di meno edificante e produttivo sotto il profilo gestionale in ambito pubblico si possa rilevare. Basti ripensare e ricordare le note vicende Aca. Questo appare un carrozzone gemello. Anzi il clone. Le modalità del costituendo sub ambito rifiuti della Provincia di Chieti ricordano e richiamano proprio l’Aca e in tutto e per tutto appare come il tentativo di clonazione che confermerebbe ancora una volta di più il fallimento della politica che tutto vuole fare meno che il proprio ruolo. Ci si dirige ancora una volta in senso contrario al mandato richiesto e ricevuto dai cittadini. Non solo non si risolvono i problemi, ma addirittura, tra chi li ha generati, si studia per come aumentarne il peso sui cittadini ormai sfiancati e sfiduciati. Non a caso la manifesta diffidenza di Chieti”.