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Ortona, Tea Party contro i divieti di sosta a Terravecchia

Ortona. “Avviso gli amici dell’amministrazione comunale di Ortona che il prossimo divieto di sosta che vedrò piazzato a Terravecchia volerà giù dall’Orientale!”. Questa la provocazione di Andrea Fiamma, coordinatore del Tea Party Abruzzo e residente in zona Terravecchia, dove da qualche tempo si registrano malumori per la gestione del traffico e dei parcheggi.

“Dopo aver vietato il parcheggio in zona Orientale, piazza Risorgimento e piazza San Tommaso – continua Fiamma – adesso chiudono anche il parcheggio Ciavocco per i fuochi d’artificio – che sono stati sempre criticati negli ultimi anni e ora vengono riproposti”. Per Fiamma la questione non è un semplice vezzo del cittadino che non vuole adattarsi alla chiusura temporanea, perché le disposizioni valgono per una estate intera. “Molti residenti sono anziani e hanno bisogno di assistenza; altri vogliono semplicemente uscire con le macchine e tornare la sera ad un orario decente, mentre il divieto persiste fino alle 3 di notte; altri vorrebbero rientrare nei loro garages ma non possono. Alcuni neanche si avventurano ad usare l’automobile di sera perché hanno timore di non ritrovare il parcheggio al loro rientro. Non si può rimanere ostaggi del Comune di Ortona!”. Si esprimono dubbi anche sull’efficacia in termini di valorizzazione del centro storico: “se il turista della zona sa che a Ortona non può parcheggiare vicino al centro, magari non si muove neanche per venire in città”. Fiamma ricorda come una soluzione più agevole esistesse e fosse di facile attuazione: “Bastava riprendere l’ordinanza della passata estate, che era stata frutto di anni di esperienza e dell’incontro tra le esigenze dell’amministrazione con la proposta del comitato di quartiere di Terravecchia. Invece si è preferito cambiare tutto come se si partisse da zero, in barba alle esperienze passate e ai cittadini che avevano animato il comitato”. Conclude poi Fiamma con una considerazione politica: “Questi piccoli problemi provano come gli sconvolgimenti radicali e i tagli delle teste (come nel caso di alcune scelte sulla macchina amministrativa ortonese) non funzionino, anche quando pare siano legittimati da una vittoria elettorale schiacciante. Non si tratta di essere conservatori, come fanno credere sia il Tea Party: ci vuole umiltà nel cambiare le carte in tavola e di certo il protagonismo di questa estate non aiuta”.