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Pescara Città dello Sport: si riunisce la commissione d’inchiesta, obbligo di segretezza sugli atti

Pescara. Si è insediata oggi la commissione d’inchiesta istituita per verificare le spese sostenute per il titolo di ‘Pescara Città Europea dello Sport 2012’. Avrà il compito di scandagliare, entro due mesi, i motivi che hanno portato a sborsare 120mila euro, a fronte degli appena 2mila euro pagati dalla città di Firenze.

La commissione d’inchiesta amministrativa lavorerà in parallelo alla Procura della Repubblica e dovrà osservare gli obblighi della riservatezza e della segretezza degli atti. Chi rivelerà dettagli e particolari del lavoro in corso di svolgimento, quindi, decadrà dalla carica di componente della commissione.
Dopo i due esposti alla Procura presentati dai consiglieri Sulpizio e Pignoli, sotto la lente della magistratura è finito il sindaco Luigi Albore Mascia. Il primo cittadino è accusato dal pubblico ministero Anna Rita Mantini di abuso d’ufficio, per via di una consulenza da 35mila euro affidata senza aver espletato la regolare gara d’appalto. Il compito della commissione, istituita in seno al consiglio comunale, è l’esame della “correttezza tecnico-procedurale delle spese sostenute per ottenere il titolo di Città Europea dello Sport”. Un esame che non attiene alle scelte politiche, ma al rispetto delle norme e delle regole.
Nel corso della prima riunione che si è svolta oggi sono stati eletti il presidente e il vicepresidente, rispettivamente il capogruppo dell’Idv Adelchi Sulpizio e il consigliere comunale dell’Udc Vincenzo Di Noi. Il lavoro dovrà essere concluso entro due mesi, rimettendo una relazione sull’analisi svolta. “La relazione potrà essere unica o anche duplice, ossia una della minoranza e una della maggioranza”, ha spiegato il capogruppo del Pdl Armando Foschi, membro della commissione d’indagine.
Ad aprire oggi la prima seduta è stato il presidente del Consiglio Roberto De Camillis. “Essendo in presenza di una contemporanea inchiesta avviata dalla magistratura”, ha spiegato foschi, “sarebbe stato più opportuno sospendere la nostra attività, così come lo stesso centrodestra ha accettato di fare nel 2009 sulla vicenda del calice di Toyo Ito, quando sedeva tra i banchi dell’opposizione. A fronte dell’avvio di un’indagine della Procura, lasciò cadere la commissione amministrativa, fermo restando che al Comune di Pescara tale ruolo d’indagine deve essere già svolto dalla commissione di Vigilanza, peraltro presieduta dal consigliere di minoranza Camillo D’Angelo, che oggi dovrebbe forse anche aprire una riflessione all’interno della coalizione di minoranza circa il proprio ruolo. Comunque, a fronte della decisione della minoranza di andare avanti, la Commissione d’indagine svolgerà il proprio ruolo, ma dovrà farlo osservando l’obbligo della riservatezza e della segretezza degli atti”.
La prossima riunione è fissata per martedì prossimo, 19 giugno, quando si inizieranno a leggere materialmente carte e documenti.

 

Daniele Galli