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Sevel Atessa, la Fiom si prepara alla mobilitazione e chiama a raccolta i sindaci

Atessa. Serve una presa di posizione decisa da parte di tutti i sindaci del comprensorio teatino. Altrimenti, a farne le spese sarà l’intera comunità. A chiamare in causa i primi cittadini è la Fiom Cgil che, in una lettera, descrive il “grave attacco alla democrazia” in atto nello stabilimento della Sevel di Atessa dove, dal 1 gennaio scorso il sindacato è privo di una rappresentanza.

“Gli 800 iscritti, le 14 Rsa ed i 140 dirigenti sindacali vivono una vera clandestinità” si legge nella lettera. “Chiediamo un intervento istituzionale nei confronti della Sevel, che oggi viene meno al suo ruolo democratico e sociale. I recenti avvenimenti, che hanno riguardato lo stabilimento di Atessa, pesano e peseranno sull’intero territorio abruzzese. È necessario, a nostro avviso, che tutti i sindaci del comprensorio recitino il proprio ruolo istituzionale e politico. L’eventuale indifferenza determinerà certamente un costo per l’intera comunità”.

Sul presunto comportamento antisindacale, la Fiom Cgil di Chieti ha già presentato ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale di Lanciano ed è oggi in attesa del suo pronunciamento.

“Le altre organizzazioni sindacali” aggiunge la sigla “in accordo con la Fiat, con la quale hanno stipulato un accordo che riscrive le regole previste dal Contratto Collettivo del Lavoro e dalla legge 300 del 20-5-1970, tentano oggi di escludere la Fiom dalla tornata elettorale del 18 e 19 aprile, appuntamento deciso unilateralmente per eleggere la nuova Rsa di stabilimento. Detto comportamento rappresenta un vero attacco alla libertà delle lavoratrici e dei lavoratori. Nella grande fabbrica abruzzese, nella fabbrica capofila del progetto Campus tecnologico (presto arriveranno i primi 30milioni di euro per avviare la sua realizzazione), il clima che si vive è ottocentesco. Chiediamo, quindi, una netta presa di posizione al fine di ripristinare i principi fondanti della Costituzione italiana”.

Intanto la Fiom “affila le armi” e per protestare contro questa decisione dell’azienda, ha deciso di promuovere un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. L’appuntamento è per lunedì 16 aprile, a partire dalle ore 13. Alla manifestazione parteciperà anche il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini.