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Terremoto L’Aquila, ecco il nuovo piano regolatore: 137 mila abitanti teorici

L’Aquila. È di 137.521 abitanti il dimensionamento di abitanti in teoria insediabili nel Comune dell’Aquila, otto anni dopo la distruzione del terremoto del 6 aprile 2009, grazie al nuovo piano regolatore generale, approvato giorni fa in prima stesura dal Consiglio comunale del capoluogo.

Dei cittadini teorici 129.521 sono frutto di diritti acquisiti e situazione attuale derivanti dal vecchio Prg del 1979 e 8 mila sono in più tra residui di piano e nuove previsioni.

È quanto emerso oggi in un incontro con la stampa che ha illustrato i dettagli dello strumento alla presenza del sindaco, Massimo Cialente, del vice sindaco e assessore alla Pianificazione Pietro Di Stefano e della dirigente del settore Chiara Santoro.

I residenti attuali sono, invece, 69.691. Inevitabile affrontare il tema delle “casette”, i manufatti temporanei post-terremoto del 2009.

“Il nuovo piano non contiene una sanatoria né può contenerla, perché non è potestà degli enti locali – ha evidenziato l’assessore – un ragionamento che, una volta approvata l’ultima stesura, diventerà norma, ma presuppone il rispetto delle procedure corrette – ha rimarcato l’assessore – Per una casetta regolare andava presentata una domanda al Comune, doveva essere protocollata, dove sarebbe stata edificata non era secondario, non certo nelle aree di esondazione: insomma la delibera 58 qualche paletto lo aveva eccome”.

Il prossimo sindaco è stato “sfidato” dagli uscenti, dal momento che si troverà di fronte “due strade, la prima è di riprendere questo Prg, arricchirlo con la propria visione e poi portarlo a compimento in un tempo certo.

Avrà l’onore della firma, io e Cialente non ci saremo – ha aggiunto Di Stefano – Oppure lo getterà nel cestino, ma mentre noi abbiamo certificato e documentato i soldi spesi per consulenze e attività, in quel caso i nuovi dovranno dire alla Corte dei conti perché abbandonano questo lavoro”.

Cialente ha confessato che “la medaglietta me la sarei voluta mettere, ma non sarebbe stato corretto. Non è un piano particellare, questo è il dato politico – ha rilevato – lo scontro di poteri e interessi sulle rendite fondiarie viene sostituito da un’idea di come si organizza la città”.