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Pescara, l’Idv attacca il Piano provinciale dei rifiuti

Pescara. Critiche al Piano provinciale dei rifiuti da parte del gruppo Idv. “Il documento proposto dalla Giunta Testa e’ apprezzabile solo per lo sforzo di analisi che contiene, ma e’ completamente irricevibile per ciò che propone”, afferma Carlo Costantini, che attacca a tutto tondo la programmazione dell’amministrazione sullo smaltimento dell’immondizia.

Il giudizio del gruppo Idv provinciale, assommato a quello del capogruppo regionale Carlo Costantini, sul Piano-rifiuti stilato dalla Giunta di Guerino Testa esprime una critica di arretratezza: “La Provincia di Pescara sceglie di restare legata al proprio passato, di prepararsi a ripeterne gli errori, di rinunciare in partenza alla realizzazione concreta di ciò che direttive comunitarie e codice dell’ambiente impongono, invece, di realizzare”. Con una nota odierna, i dipietristi hanno giudicato “disastrosa la realizzazione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti 2005, del quale poco o niente di quanto programmato e’ stato raggiunto”, alla quale verrebbe a seguire, secondo gli annuncio, “l’imminenza di in una fase di vera e propria emergenza, a causa del prossimo esaurimento della discarica di Colle Cese”, che la Giunta Testa andrebbe a risolvere individuando nel sito di Piano di Sacco di Citta’ Sant’Angelo, il luogo ove realizzare una nuova mega-discarica, idonea a soddisfare le esigenze della Provincia per i prossimi 10 anni.

“Fallimentare”, secondo Costantini, “la scelta di legarsi per un decennio ad un impianto di simili dimensioni. A nessuno sembra essere venuto in mente che realizzare un investimento di simili dimensioni, vorrà dire obbligarsi ad assicurare per un decennio il carburante (la spazzatura) necessario perché l’impianto possa funzionare e che per assicurare il carburante (la spazzatura) nei prossimi dieci anni, tutto si potrà fare in Provincia di Pescara, tranne che ridurre la produzione del carburante (la spazzatura) da conferire in discarica. In pratica si tende a realizzare l’esatto contrario di quello che si dovrebbe realizzare: un sistema nel quale gli equilibri economico/finanziari delle gestioni e degli investimenti resteranno saldamente legati ai quantitativi di rifiuti da smaltire in discarica”.

Critiche, inoltre, anche sul sito individuato, recentemente coinvolto dal rischio di crisi ambientali: ““Un ulteriore approfondimento sarebbe stato a dir poco opportuno, per verificare se la realizzazione della discarica sia ancora oggi compatibile con l’enorme contaminazione di agenti inquinanti che il sito di Piano di Sacco ha subito a causa del recente incendio del vicinissimo impianto della Ditta Terra Verde”, prosegue l’Idv. E ancora: “Mancano poi stime, piani finanziari ed informazioni idonee a certificare questa scelta come la migliore e la più conveniente, rispetto a qualsiasi altra scelta; l’unica certezza e’ che questo impianto costerà molto più che in passato, perché la legge oggi impone per le discariche che venga assicurato il finanziamento non solo della gestione ordinaria, ma anche della gestione post-chiusura per un periodo di 30 anni: dunque se ai 10 di funzionamento programmato, se ne aggiungono altri 30, questo vuol dire che i cittadini della Provincia di Pescara pagheranno fino al 2042 le conseguenze di questa scelta; una scelta, vale la pena ripeterlo, che nasce in un contesto emergenziale, ma che produce stranamente soluzioni non emergenziali, bensì di lunghissimo periodo.

Sull’emergenza, in conclusione, i concentrano le maggiori perplessità del gruppo di Costantini” La logica ed il buon senso vogliono che ad una emergenza, come quella evocata nel Piano, si risponda con una scelta che duri pochissime settimane o, al massimo mesi; non certo con una scelta che ipoteca per i prossimi 10 anni la gestione e le tariffe del ciclo dei rifiuti in Provincia di Pescara”.

 

Daniele Galli