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L’Aquila, fondi Giovanardi: il Comune presenta ricorso al Tar e invia le carte in Procura

L’Aquila. Il Comune dell’Aquila invierà le carte alla Procura della Repubblica e presenterà un ricorso al Tar nei confronti del Dipartimento per le Politiche della famiglia e del commissario Gianni Chiodi relativamente alla graduatoria dei cosiddetti “fondi Giovanardi” e al modus operandi della Commissione. Ad annunciarlo, questa mattina, è stata l’assessore alle Politiche sociali Stefania Pezzopane.

“Dopo la pubblicazione della graduatoria, che ha escluso quasi tutti i progetti presentati dal Comune dell’Aquila, abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti. Solo dopo averne preso visione siamo venuti a sapere dell’esistenza di sottocriteri, stabiliti dalla Commissione, mai resi pubblici e contraddittori rispetto al bando, che hanno cambiato in corso d’opera le regole del gioco”.

La Commissione ha stabilito, ad esempio, come ha riportato l’assessore Pezzopane, di assegnare 5 punti per progetti destinati ad un’utenza specifica, mentre ha attribuito il doppio dei punteggi se il progetto era finalizzato alle esigenze sociali di tutta la popolazione, non altrimenti specificata.

“Una contraddizione macroscopica rispetto al bando” commenta la Pezzopane “che stabiliva con chiarezza che i progetti dovevano essere destinati ad un’utenza specifica: giovani, donne sole con bambini, anziani. Il Comune dell’Aquila si è attenuto ai requisiti previsti dal bando, ma i sottocriteri della Commissione ci hanno penalizzato”.

L’assessore ha messo in luce altre ombre. Sarebbero, infatti, stati premiati i progetti non per la loro cantierabilità, pur trattandosi di costruzioni, come prevede il bando, ma per la celerità di attivazione del servizio.

“La Commissione ha assegnato più punti a un progetto in cui si prevede che il servizio venga attivato velocemente, anche in assenza dell’infrastruttura. Un paradosso, perché il bando stesso era finalizzato alla costruzione di residenze per anziani e bambini. Ma c’è di più, perché tra i sottocriteri, la Commissione stabilisce di ammettere un progetto, anche se la struttura che lo dovrà ospitare non presenta spazi adeguati. Normalmente l’inadeguatezza è motivo di esclusione dei progetti. Immaginatevi un asilo nido con spazi inadeguati. Con i sottocriteri, il progetto è ammesso, però prende zero punti per l’inadeguatezza. Se la struttura è adeguata i punti assegnati sono solo quattro”.

Vengono ammessi, inoltre, progetti che non portano la firma dei sindaci (criterio previsto nel bando e che comportava l’esclusione del progetto stesso). Infatti la Commissione, con i sottocriteri, ha stabilito che i progetti potevano essere sottoscritti successivamente, a sanatoria.

“Tutto questo basta a capire come la Commissione ha agito” afferma la Pezzopane “senza contare che uno dei componenti della Commissione, dopo aver affermato all’inizio dei lavori l’assenza di ogni vizio di incompatibilità, successivamente fa mettere a verbale di astenersi su due progetti, in quanto è componente del collegio scientifico della fondazione partner dei comuni proponenti. Di tutto questo chiediamo conto a Chiodi, che ha emanato il bando, nominato la Commissione, approvato la graduatoria e, approvando l’operato della Commissione, ne ha avallato l’operato”.