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Pescara, domani si decide il destino di Testa

Pescara. Mentre si attende la seduta del Consiglio provinciale di domani, che potrebbe fattivamente decidere le sorti del presidente Guerino Testa e della prosecuzione del mandato della Giunta, continuano a circolare le previsioni e le considerazioni politiche da più fronti.

La crisi segnata dall’uscita dalla maggioranza di Lino Ruggero, porta l’Idv, con i consiglieri Di Lorito, Di Mattia, Sborgia e Allegrino ribadiscono come “un rimpasto per creare una nuova maggioranza inesistente a sostegno  della giunta Testa sono la dimostrazione che in quest’amministrazione, invece di preoccuparsi dei tanti problemi della Provincia di Pescara, ognuno si dedica semplicemente alla sua poltrona. Il gruppo dipietrista evidenzia come il fattore scatenante di questa crisi sia direttamente collegato a ragioni elettorali e di consenso: “A Ruggiero, giustamente, non è andata giù la previsione nel triennale dei lavori pubblici di un importante stanziamento per la viabilità sulla strada Lungofino, a Elice, che è anche il feudo elettorale dell’assessore ai lavori pubblici Roberto Ruggieri. Simili considerazioni lasciano più di un dubbio sull’effettiva valutazione costi/benefici dei provvedimenti di questa giunta e della loro obiettività nel decidere gli interventi prioritari”.

Ruggiero e “la sua mozione per far dimettere l’assessore Roberto Ruggeri vinta coi voti dell’opposizione fa rischia una crisi e il ritorno alle elezioni”, anche secondo Alessandro Baldati, segretario provinciale de La Destra: “Speriamo, da alleati del centrodestra e dell’amministrazione di Guerino Testa, che tutto si risolva e la giunta rimanga al suo posto fino alla fine del suo mandato. Anche se non abbiamo seggi in consiglio comunale noi manteniamo la parola data: non ascoltiamo le sirene di chi vorrebbe proporci scambi o quant’altro”. “Incitiamo ad ogni modo i nostri alleati a ricompattarsi, affinché non avvengano le scissioni che hanno riguardato anche il Comune di Pescara. E’ un esercizio di masochismo disunirsi in questa maniera, speriamo che in futuro la scelta degli uomini da candidare sia ispirata dalla loro affidabilità e dal loro senso di rispetto della parola data: chi si fa candidare con il centrodestra, e poi ne esce, infatti, disattende il mandato che i suoi elettori gli hanno dato”, conclude Baldati.