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Pescara, la sabbia avanzata dal ripascimento blocca la spiaggia libera

Pescara. Il mucchio di sabbia residuo del ripascimento interrotto giace sulla spiaggia libera più grande di Portanuova, impedendone la fruibilità ai balneatori “free”. Le conseguenze dell’inchiesta che dapprima ha messo in empasse gli esercenti balneari, ora rischiano di allargarsi anche a chi l’ombrellone sceglie di non pagarli, oltre che ai disabili del vicino Centro Paolo VI.

Il litorale sud di Pescara: per anni risicato dall’erosione, poi illuso da un ripascimento fermato a metà dall’inchiesta della Procura sulle irregolarità ambientali, con le inevitabili proteste e conseguenze pagate dai titolari degli stabilimenti balneari, per finire con i disagi per chi in spiaggia sceglie di andare senza pagare, usufruendo delle spiagge libere. La sabbia dragata dal fondale del porto turistico è stata, fino a qualche giorno fa, sparata sulle spiagge tra la foce del Pescara e Francavilla con un enorme tubo, per essere raccolta in punti strategici e poi sparsa sulle rive bisognose di essere rinfoltite. Ma il 1 giugno, con l’inizio ufficiale della stagione estiva, il ripascimento, già in ritardo, è stato definitivamente interrotto dall’Amministrazione; così, i mucchi di sabbia rimasti nei pressi degli stabilimenti sono stati raccolti una montagna unica sulla spiaggia libera compresa tra gli stabilimenti Lido Azzurro e Sabbia d’Oro, proprio dietro al Centro di terapia per disabili della Fondazione Paolo VI, probabilmente in attesa di essere riutilizzata quando settembre chiuderà definitivamente ombrelloni e sdraio.

L’accusa di Rifondazione Comunista, per voce del consigliere di circoscrizione William Facchinetti,  va dritta all’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco: “come intende operare l’amministrazione per rimuovere quell’ingombrante mucchio di sabbia quella spiaggia è frequentata dai disabili della Fondazione Paolo VI e da numerosissimi studenti e cittadini del quartiere?”

 

Sempre Facchinetti ricorda che la legge impone una quota del 20% di spiagge libere a fronte dell’intero litorale, mentre Pescara si attesta ad un misero 9%, alimentando la recentissima polemica: “Uno Stadio del mare che cementifica e sottrae spazio alla spiaggia libera del centro e, come se tutto questo non bastasse, anche la spiaggia libera balneabile più grande di Porta Nuova si trova attualmente occupata da una montagna di sabbia che nessuno sa per quanto tempo rimarrà lì.Le scelte dell’Amministrazione in materia di spiaggia troppo spesso stanno penalizzando le aree pubbliche, a discapito di tutti coloro che non vogliono o non possono affittare un ombrellone a pagamento”, conclude l’esponente Rc.

 

Daniele Galli