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Pineto, ‘Impegno è Sviluppo’ dice no alla riforma costituzionale

Pineto. ‘In vista della imminente tornata referendaria del 4 dicembre, riteniamo opportuno manifestare, così come avvenuto nel Consiglio comunale del 28.10.2016, l’adesione dell’intero Gruppo consiliare “Impegno è Sviluppo”, alle ragioni del NO – così esordiscono i consiglieri comunali Luca Di Pietrantonio, Gianni Assogna ed Antonello Savini.

Il primo motivo che ci induce con fermezza a dire NO – proseguono i consiglieri – è che si tratta di una riforma costituzionale adottata da un Parlamento eletto con una legge elettorale (c.d. Porcellum) che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 1/2014, ha dichiarato costituzionalmente illegittima.

Senza dire che, trattasi di una riforma che:
1) comprime decisamente la sovranità del popolo cui viene sottratto il diritto di eleggere i propri rappresentanti in Senato, teso che dei nuovi senatori (100 in totale), 95 verrebbero “nominati” dai Consigli Regionali (quindi in buona sostanza dai partiti) e 5 dal Presidente della Repubblica (quindi in buona sostanza anch’essi dai partiti);
2) attribuisce ai senatori così “nominati” l’immunità parlamentare;
3) sottrae poteri al Parlamento e li accentra sul Presidente del Consiglio, che vede notevolmente rafforzati i propri, tant’è ad es. che l’art. 72 della riforma prevede una corsia preferenziale per i provvedimenti (ddl) del Governo, con il risultato che quest’ultimo determinerebbe o quantomeno controllerebbe l’agenda del Parlamento;
4) rende più difficoltosa la partecipazione diretta da parte dei cittadini, mediante l’innalzamento delle soglie attualmente previste da 500.000 ad 800.000 per i referendum abrogativi e da 50.000 a 150.000 per le proposte di legge ad iniziativa popolare, svilendo in tal modo i costituzionali istituti di democrazia partecipativa;
5) non consente di superare il bicameralismo, ma lo rende più confuso, creando conflitti di competenza tra Camera e nuovo Senato e tra Stato e Regioni;
6) non consente tagli di rilievo ai costi della politica, comportando riduzioni a dir poco risibili (circa un quinto dei costi attuali);
7) unitamente alla nuova legge elettorale (c.d. Italicum), espropria il popolo della propria sovranità, consegnandola ad una minoranza parlamentare che grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri;
8) non garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali, poiché pone in mano ad una minoranza parlamentare (che diviene maggioranza grazie al suddetto premio) anche i più importanti organi di garanzia e cioè il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale.

Questi (sinteticamente) sono solo alcuni – proseguono i consiglieri – dei motivi per cui il gruppo consiliare “Impegno è Sviluppo” aderisce fermamente alle ragioni del NO al prossimo referendum costituzionale.

Cogliamo, quindi, l’occasione per invitare tutti i cittadini a recarsi alle urne il prossimo 4 dicembre ed esprimere il proprio NO ad una riforma costituzionale dannosa per la nostra amata Italia e di cui beneficerebbero solamente l’attuale Presidente del Consiglio ed i suoi sodali.

Ci preme sottolineare – concludono i consiglieri – che la maggioranza che governa Pineto, nel Consiglio comunale del 28.10.2016 ha registrato (come ormai costantemente avviene) una spaccatura anche sul referendum costituzionale, infatti due assessori hanno ritenuto di non aderire al dictat del PD pinetese, manifestando un voto di dissenso uno ed un voto di astensione l’altro, nei confronti del Sindaco di Pineto che invitava, invece, l’intera maggioranza ad aderire alle ragioni del SI’.

E’, quindi, evidente che si tratta di un manifesto atto di sfiducia parte dei due assessori, sia nei confronti della politica di Renzi, che di quella sinora condotta dal Sindaco di Pineto. E non poteva che essere così!’, dichiarano in conclusione.