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Montesilvano, caso via Adige: De Martinis chiede intervento della Regione

Montesilvano. Ancora senza la nuova sede i volontari della Protezione Civile di Montesilvano, che hanno rifiutato la proposta di assegnazione della casa di via Adige n. 70, di proprietà del Comune e confiscata ad una famiglia rom che la occupava abusivamente.

I motivi che hanno spinto la Protezione Civile, presieduta da Andrea Gallerati, a declinare l’offerta dell’assessore, Ottavio De Martinis, sono di natura sia tecnico-burocratica che intimidatoria, come sottolineato dallo stesso Gallerati poco dopo il sopralluogo effettuato dai volontari e dai tecnici del Comune.

Per De Martinis quindi, la soluzione consiste nel trovare un’altra sede per ospitare l’associazione, attualmente ubicata in via Calabria, all’interno di un locale non di proprietà comunale e per il quale il Comune paga un canone d’affitto che non è più possibile sostenere.

“Per questo abbiamo richiesto la collaborazione del sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Mario Mazzocca affinché il settore Protezione Civile della Regione supporti, anche finanziariamente, la nostra Amministrazione nell’individuazione di un altro immobile idoneo”.

L’assessore sottolinea inoltre come la ricerca di una soluzione alternativa alla sede di via Adige sia dovuta al netto rifiuto da parte dell’associazione, che l’Amministrazione avrebbe appreso in un secondo momento e tramite gli organi di stampa:

“Nei diversi incontri e anche nel corso del sopralluogo effettuato nella casa di via Adige, il presidente Andrea Gallerati ha dichiarato di essere disponibile al trasferimento purché l’immobile fosse stato adeguato e fossero state prodotte le necessarie documentazioni di conformità”, ha affermato De Martinis. “Oggi, invece, apprendiamo, tramite gli organi di stampa, l’assoluto rifiuto dell’associazione”.

La disponibilità per l’utilizzo della casa in via Adige era stata accordata al Corpo Volontari Protezione Civile circa 3 mesi fa, affinchè il trasferimento da via Calabria, dove il contratto di locazione è in scadenza, sarebbe potuto avvenire a partire dal prossimo 1 novembre.

Ma a quanto pare, l’edificio situato al civico 70 di via Adige e confiscato nel 2011, sembrerebbe essere destinato all’abbandono e al non utilizzo.

Tra le varie proposte inerenti all’utilizzo della struttura, c’è stata anche quella di realizzare un centro diurno per minori, la cui gestione doveva essere affidata all’Azienda Speciale, stando a quanto comunicato dall’assessore De Martinis a marzo del 2015.