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Pescara, fornitura libri scolastici: odissea e sprechi

 

Pescara. Dopo più di un mese dall’apertura delle scuole, molti sono ancora gli alunni pescaresi, beneficiari della concessione gratuita da parte del Comune, a non aver ricevuto i libri di testi, con palesi difficoltà nel seguire normalmente il programma scolastico. Le cause sono da ricondurre alla solita, intricata burocrazia, madre di una bega affine ai pagamenti delle cartolerie incaricate.

La prassi vuole che il Comune stanzi ogni anno 150mila euro per fornire i libri di testo agli alunni in difficoltà economica delle scuole secondarie di primo e secondo grado, affidando l’incarico ad una libreria tramite gara d’appalto. La liquidazione della libreria appaltatrice avveniva, però, solo dopo lunghi mesi, le librerie si sono stancate e alla gare di quest’anno non si è presentato nessuno. A fine giugno il Comune corre ai ripari e invita privatamente e direttamente la locale libreria Edicolè. Ma per il pagamento? Si arriva ad agosto, l’anno scolastico è alle porte, gli accordi non sono fissati, cosicché il Comune promette ad Edicolè una cessione di credito da presentare come garanzia presso la banca Caripe in modo da farsi finanziare l’acquisto dei libri, che verrà successivamente rimborsato. 144mila euro che Edicolè rivedrà solo a fine gennaio.

La Caripe non ci stà, il finanziamento non viene erogato ed Edicolè non può far altro che ritirare l’accordo con il Comune, dopo chiarimenti con l’assessore alla Pubblica istruzione Renzetti. Si riaprono, intanto, le scuole; i ragazzi vanno in classe senza libri, con tutti i disagi del caso; i genitori, indignati, si presentano dinanzi alla saracinesca della libreria, data come incaricata dal Comune, in un rimbalzare continuo di spiegazioni poco plausibili. Per il titolare di Edicolè passano giorni di tensione, costretto a non avvicinarsi all’esercizio per la costante e agitata presenza dei genitori. Il Comune, quindi, decide nel trambusto di liquidare direttamente la somma, 153.470 euro, direttamente alle famiglie, attraverso la tesoreria comunale.

Da questo provvedimento, i genitori vengono costretti ad andare in tesoreria a prendere i soldi contanti, andare in una libreria a scelta e ritirare i testi, aspettando la lentissima disponibilità di questi, tornare in tesoreria con la fattura in mano a rendere conto di quanto speso e, in caso di sconto ricevuto, rendere il resto del prestito.

Questo è quanto riferito, stamane in conferenza stampa, dal gruppo consiliare Pd, che denuncia: “Oltre al disagio infinito procurato a genitori e studenti le casse comunali sono state danneggiate per due ragioni: il mancato svolgimento della gara ha impedito di acquistare quel minimo ribasso d’asta che pure c’è stato negli anni precedenti, sia pure di fronte alla consapevolezza da parte della libreria aggiudicataria dell’appalto di dover anticipare una somma cospicua il cui rimborso non sarebbe avvenuto prima di molti mesi; la disponibilità immediata delle risorse necessarie, miracolosamente trovate a situazione ormai complicata, avrebbe potuto garantire all’amministrazione di svolgere una gara con maggior ribasso, tenendo conto che pagando in contanti alcune librerie hanno praticato sconti del 5 e 10%, che invece il Comune avrebbe potuto incassare per tutta la fornitura, risparmiando fino a 15mila euro”.

Daniele Galli