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Roseto, commissariamento Riserva Borsacchio. Per Pavone “atto politico”

Un atto politico, prima ancora che tecnico. Per il sindaco di Roseto Enio Pavone non sembrano esserci molti dubbi per definire il commissariamento della Riserva Naturale del Borsacchio, provvedimento proposto direttamente dal presidente Luciano D’Alfonso come si legge nel documento regionale di approvazione.

Il primo cittadino rosetano, tuttavia, mantiene una calma serafica e aspetta di conoscere punto per punto l’azione decisa dalla Regione. In mattinata il consigliere comunale di Forza Italia Antonio Norante è andato in Regione per acquisire tutta la documentazione.

I dubbi sulla validità del provvedimento regionale, piombato come un fulmine a ciel sereno, comunque ci sono. E il Comune non resterà con le mani in mano.

“Siamo in attesa di conoscere bene la documentazione”, ha spiegato il Pavone, “chiaramente non resteremo a guardare. Valuteremo anche quali strade seguire e a tempo debito informeremo la cittadinanza con dovizia di particolari con una conferenza stampa”.

Sospetti che si tratti di un’azione soprattutto politica dunque non mancano. Pavone non nasconde il fatto che il commissariamento possa essere arrivato su suggerimento di Rosaria Ciancaione, che da circa un mese lavora in Regione dopo aver ricoperto l’incarico di responsabile dell’ufficio ragioneria proprio al Comune di Roseto ed oggi anche candidata alla poltrona di sindaco alle prossime elezioni amministrative in programma nella Città delle Rose con il movimento #amoroseto del gruppo Abruzzo Civico.

La legge istitutiva della Riserva Naturale del Borsacchio non prevede il commissariamento. Ma la Regione ha applicato la legge quadro numero 38 del 1996 sulle aree protette per l’Appennino Parco d’Europa che tiene conto dell’adozione e approvazione del PAN, il Piano di Assetto Naturalistico. Un passaggio che manca al Comune di Roseto, quello dell’adozione del Pan, per un contenzioso di natura economico emerso con i figli dell’architetto Gianluigi Nigro, scomparso qualche anno fa e che si stava occupando del piano.

Il PAN non è stato ancora adottato e su questo aspetto la Regione avrebbe fatto leva per il commissariamento della Riserva Borsacchio. L’amministrazione Pavone però è pronta a dare battaglia. La campagna elettorale dunque inizia a muovere i suoi passi.

Commissariamento riserva Borsacchio, PD: ‘Roseto cambiata, ma in peggio!’

“’Voto Pavone, cambio Roseto’. L’attuale amministrazione di centrodestra guidata da Pavone è stata di parola; in questi quasi cinque anni Roseto è cambiata di molto ma in peggio. A completare questo tristissimo primato è arrivato ieri il commissariamento da parte della Giunta Regionale della Riserva naturale del Borsacchio a causa dell’immobilismo e dell’incapacità della giunta Pavone che, invece di approvare il Piano di assetto naturalistico promesso per l’autunno di tre anni fa altro non ha fatto che mettere dei cartelli in legno per delimitare il nuovo perimetro approvato dalla giunta regionale Chiodi. L’occasione è servita, naturalmente, per le ormai foto di rito da parte del sindaco e dell’assessore Fornaciari. Un obiettivo raggiunto, a loro dire, per rovinare, diciamo noi, una opportunità di sviluppo e di crescita di un territorio a vocazione turistica”.

Lo ha dichiarato il PD rosetano, precisando che “in qualsiasi altra parte del territorio, infatti, le riserve rappresentano una opportunità per caratterizzare e valorizzare i luoghi attraverso marchi dop o docg o attraverso il miglioramento del livello qualitativo della vita. Il percorso dei casali, attraverso il recupero delle tante vecchie case coloniche, la creazione di un marchio per la valorizzazione dei prodotti locali, una offerta turistica eco compatibile che coniughi l’azzurro del mare rosetano con il verde delle nostre colline. Una miniera d’oro capace di attrarre nuovi investimenti anche da fuori Roseto con un incremento dei livelli occupazionali e di sviluppo tali da dare ossigeno ad una economia locale fiaccata dalla crisi. Nulla di tutto questo, tanto che nel sito turistico del comune si richiamano località abruzzesi di altre provincie come possibili mete turistiche. Una opportunità persa per il nostro territorio ingessato dai vincoli a causa di una politica miope di una amministrazione che ha fatto meno dell’ordinaria gestione non essendo stata capace di guidare un bolide relegandolo in garage in compagnia della polvere”.

Per “il lavoro fatto negli anni passati non è servito a questa amministrazione che si è limitata solamente ad un taglia e cuci del perimetro della riserva fatto proprio, poi, dalla giunta regionale Chiodi nonostante sollecitazioni ed un esposto presentati dal Partito Democratico. Per il resto si è resa necessaria la nomina di un commissario che supplisse le carenze ed il non fatto da Pavone, Norante e compagni.  Del resto non ci si poteva aspettare di meglio da Pavone e compagni; basti guardare alla politica urbanistica adottata in questi anni per capire come hanno inteso la gestione della cosa pubblica: uno strumento non per pianificare il territorio ma per dare risposte a chi ne fa richiesta. Siamo convinti, invece, che la politica e le alleanze si facciano per lo sviluppo e la crescita della città e non contro qualcuno”, concludono i democratici rosetani.