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Teramo, Fini all’Unite per parlare di immigrazione: “Occorre che l’Europa cambi registro”

Ha definito la legge che porta il suo nome datata, ha tirato le orecchie alla politica europea che non sa affrontare alla radice il problema dell’immigrazione e ha accomunato la vittoria della destra francese delle ultime elezioni alla crescita del movimento grillino in Italia. Gianfranco Fini, presidente emerito della Camera dei Deputati, presente questa mattina all’Università per un incontro-dibattito sul tema “Nuovi scenari geopolitici, immigrazione e integrazione”, ha incontrato gli studenti nell’ambito del ciclo di incontri organizzati dalla cattedra di Diritto costituzionale italiano della Facoltà di Scienze politiche e dall’associazione Eleutheria.

“L’immigrazione è cambiata”, ha detto l’ex leader di Alleanza Nazionale, ricordando come, nel corso degli ultimi anni, il fenomeno non riguardi più gli stati meridionali del continente ma l’Europa intera e chiama in causa tutti gli Stati nazionali. “Oggi qualcuno ci vede ancora come un Eldorado”, ha aggiunto il presidente, “e se in passato abbiamo studiato leggi che consentivano l’accesso in Italia solo se gli immigrati avevano un contratto di lavoro, oggi le cose stanno diversamente poiché arrivano sempre più persone che richiedono asilo politico visto che giungono da paesi in guerra”.

E sull’integrazione, tema sul quale crede molto, Fini ha detto che è necessario lavorare molto affinché si possa creare una maggiore consapevolezza soprattutto nei figli di immigrati che nascono oggi in Italia, “per fare in modo che tra qualche anno possano sentire questa come la propria patria anche se non è la terra dei loro padri”. Fondamentale per il presidente, in questo senso, è che ci sia da parte di coloro che arrivano in Europa un’adesione convinta a quelli che sono gli ideali profondi della cultura e della storia italiana.

Ma anche l’Europa deve cambiare passo se vuole affrontare il fenomeno migratorio senza farsene travolgere, trovando un punto di sintesi comune e superando la chiusura dimostrata finora dai singoli Stati. “Occorrono politiche che siano davvero unitarie che cedano parte della propria autonomia per rendere l’Europa davvero un soggetto più maturo e forte”.
E sui risultati delle ultime elezioni in Francia che hanno visto avanzare il sostegno dei cittadini al Front National di Marin Le Pen, Fini ha paragonato la scelta degli elettori francesi, che hanno premiato i partiti di destra, a quelli italiani che per vedere un cambiamento guardano verso il movimento di Grillo, “il solo a dare un’immagine di rottura con il passato”.