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Pescara, Livia Turco per ‘Donne e salute’

Pescara. Donne e salute. Questo il tema al centro del dibattito tenutosi oggi pomeriggio al Museo Vittoria Colonna, promosso da ‘Donne Pd’. Quattro gli aspetti toccati da quattro rispettive relatrici ad hoc: l’On. Vittoria D’Incecco sul ruolo del medico di famiglia, la Dott.sa Marilena Zilli sul ruolo dei consultori, la Consigliera regionale Marinella Sclocco sul Piano sanitario abruzzese e l’On. Livia Turco sulla legislazione passata e futura.
Quattro relazioni approfondite singolarmente ma rette da un filo conduttore sostenuto all’unanimità dalle quattro: il riconoscimento totale del diritto alla salute della donne per aprire la strada a tutti i principali diritti civili, sociali e politici di queste. Apre il dibattito l’On. D’Incecco, che insieme all’ex Ministro della salute Turco partecipa alla commissione parlamentare sulle politiche sociali, illustrando come bisogna favorire una rete infrastrutturale tra ospedali, consultori e ambulatori: “attraverso la predisposizione di nodi di rete, in modo che i medici di famiglia, una volta recepito il problema delle pazienti, possano indirizzarle adeguatamente attraverso tutte le fasi di cura”.
Di fondamentale importanza per il supporto psico-fisico delle donne, di qualsiasi età, è la struttura del consultorio, come sottolinea la Dott.sa Zilli, non risparmiando critiche ai tagli subiti dalla spesa pubblica: “purtroppo il ruolo degli operatori dei consultori coincide sempre meno con quello dei dirigenti delle ASL, e queste strutture importantissime soprattutto per la prevenzione, sono le prime ad essere messe in discussione dai tagli di spesa: a Pescara si vuole accorpare i consultori cittadini in un numero minore ed eliminare quelli periferici e di provincia. Alla politica e alle istituzioni dobbiamo far capire l’importante funzione di ascolto che fanno i consultori per le donne: i numeri hanno si importanza, ma per la salute delle donne è importante fare un discorso sulla qualità, e la situazione attuale non lo permette”.
Viene quindi chiesto anche alla Regione Abruzzo di impegnarsi in una battaglia trasversale, senza colore politico, per promuovere sul territorio le leggi già vigenti, molte delle quali fatte approvare da Livia Turco durante il suo mandato da ministro, sulla salute al femmnile. Risponde la consigliera regionale Pd Marinella Sclocco: “Spesso gli strumenti legislativi a disposizione delle donne vengono poco sfruttati perché non conosciuti, ma la campagna per diffondere queste leggi sui territori deve essere fatta in collaborazione con gli operatori sanitari, perché chi fa politica non è un tecnico e non conosce le dinamiche di questo difficile lavoro”. La consigliera Sclocco ha poi aggiunto sul Piano sanitario regionale: “Si discute di sanità solo in termini economici: tagli, riconversioni, ma non si parla di salute; vengono poi fatti tagli ‘senza ratio’, senza capire dove si sta andando e sul territorio spariscono moltissimi servizi, tra i quali quelli utili alle donne come la diagnostica e i piccoli interventi. Si parla di riconversione di ospedali, e sono d’accordo sul ridurre l’eccesivo numero di 22 ospedali per fare strutture d’eccellenza, ma non bisogna solo puntare alla lunga degenza”. Una situazione confusa, quella della regione: “La Regione è capace solo di trarre il drammatico quadro della situazione attuale, ma poi non sa fare il passo successivo: quello di progettare un programma”, conclude la Sclocco.
L’On. Turco conclude il dibattito ribadendo quali sono le importanti leggi a disposizione delle italiane, già esecutive nel Paese: cure palliative, terapie antidolore, parto indolore, congedo retribuito per genitori con figli disabili gravi, la cosiddetta ‘dopo di noi’ che aiuta i figli disabili dopo il decesso dei genitori: “Valorizzare quello che si è fatto non è propaganda, serve per far conoscere ai cittadini i propri diritti, e solo conoscendoli essi possono esigerli presso le Asl e i distretti sanitari”, afferma l’ex ministro della salute, che poi torna a parlare dei consultori: “E’ un servizio fondamentale che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra sanità: pensate che l’Oms l’ha individuato come punta d’eccellenza della medicina del nostro Paese, poiché rappresenta il cuore della prevenzione, tutto questo nonostante l’abbandono subito da parte delle istituzioni”.

Daniele Galli